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    Zenato, il volto bianco e rosso dell’eleganza

     
    Da qualunque punto lo si guardi, l’autunno sul Garda ha i colori di uno scampolo d’estate, le tracce di una storia antica, i riflessi di manieri e borghi incantati. Il tutto circondato da distese di oliveti, saliscendi, dolci colline e vette, vicoli, panorami e scorci mozzafiato.

    Dal lago ai monti che vi vigilano alle spalle, dal vino all’olio, dal pesce ai formaggi: prodotti di altissima qualità che si traducono in creazioni artistiche da degustare con vista. Come la “Tinca pomodoro speziato melograno” dello chef stellato Leandro Luppi del ristorante Vecchia Malcesine, nell’omonima cittadina del Veronese.

    Ed è proprio sulla sponda veneta del Lago di Garda, in un paesaggio ingentilito da colline moreniche e dal clima mite, che ha le proprie radici l’azienda vitivinicola Zenato che estende il proprio orizzonte fino alla Valpolicella, in un susseguirsi di colline e valli di origine quaternaria.

    95 ettari nelle aree più vocate per dare vita ai due volti – l’uno bianco, l’altro rosso – del territorio: il Lugana e l’Amarone. Una vocazione che continua da 60 anni e che oggi si muove nel mondo con l’eleganza di Nadia Zenato, una delle più stimate “lady wine” del nostro Paese.

    Per lei l’Amarone rappresenta “la bandiera più alta” dell’azienda, il frutto di un’attenta selezione dei grappoli della Valpolicella Classica (Corvina, Rondinella, Oseleta e Croatina), raccolti a mano e adagiati con cura alla giusta distanza l’uno dall’altro. Un quadro che accompagna l’appassimento per 4 mesi.

    Segue la pigiatura, una lenta fermentazione sulle bucce e quindi l’affinamento per 36 mesi in botti grandi di rovere di Slavonia. È così che nasce l’Amarone della Valpolicella Docg Classico di Zenato, un vino maestoso, intenso, etereo, con note di alloro e ciliegie sotto spirito. L’estremo equilibrio di tutte le sue componenti lo rende adatto al lungo invecchiamento.

    L’interesse per i vitigni autoctoni ha dato origine ad altri vini eleganti e di carattere: il Valpolicella Classico Superiore, il Ripassa, l’Amarone Riserva e il Recioto, oltre al Cresasso e al Cormì.  Ma equilibrio ed eleganza in casa Zenato si traducono senza dubbio in uno dei migliori bianchi da stappare in questa stagione: il Lugana Riserva Sergio Zenato, che trae il suo equilibrio dalle vigne di 50 anni del Podere Massoni.

    Fermentazione in parte in botti di rovere, in parte in acciaio per 18 mesi, affinamento in acciaio e 6/8 mesi in bottiglia fanno sbocciare uno spessore e una persistenza di profumi tali da farne uno splendido compagno per abbinamenti ma anche un assoluto protagonista solitario per un calice da degustare in riva al Garda o davanti al primo caminetto acceso della stagione.