Xiaomi vicina alla quotazione in Borsa

    Fotografia: Xiaomi vicina all'ingresso in Borsa (testing / Shutterstock.com)

    Dopo essersi piazzata al quarto posto nella classifica degli smartphone più venduti del primo trimestre 2018 (volumi cresciuti del 125%, da 12,6 milioni a 28,3 milioni di pezzi), Xiaomi, azienda produttrice di telefonia mobile, tablet e dispositivi di domotica, sta per essere quotata in Borsa.

    La società ha depositato i documenti per l’offerta pubblica iniziale – che vedono CLSA, Morgan Stanley e Goldman Sachs nel ruolo di sponsor – alla Borsa di Hong Kong, un piano che porterebbe il suo valore fino a 100 miliardi di dollari. L’operazione sarebbe la più grande del suo genere negli ultimi 4 anni per una società tecnologica cinese, dai 21,8 miliardi raccolti da Alibaba nel 2014. Nel file non sono stimate le azioni da collocare, non meno di 10 miliardi di dollari, secondo fonti di mercato: le risorse, tuttavia, saranno per “ricerca e sviluppo ed espansione globale”.

    I documenti sull’IPO contengono una prima dettagliata descrizione della posizione gestionale e finanziaria di Xiaomi. I ricavi del 2017 sono aumentati del 67,5% su base annua a 114,62 miliardi di yuan (18 miliardi di dollari), di cui 82,5 miliardi generati dalle attività in Cina (+39,2%) e 32,1 miliardi da quelle all’estero (+250,4%). Il 2017 si è chiuso un ‘rosso’ da 43,89 miliardi (quasi 7 miliardi dollari) rispetto a un utile di 491,6 miliardi, mentre i profitti operativi sono saliti a 12,22 miliardi da 3,79 miliardi.

    Oltre agli smartphones (il 70,3% dei ricavi), Xiaomi vanta il comparto apparecchiature connesse a internet (20,5%), dai gadget agli scooter, dai purificatori d’aria ai bollitori di riso fino ai servizi Internet (8,6%). Il residuo 0,6% è legato ad altre attività. Gli smartphone di Xiaomi, relativamente meno costosi, sono una minaccia crescente per i colossi Samsung e Apple.

    L’Ipo di Xiaomi sarà una delle prime con le nuove regole di Hong Kong, in base alle quali compagnie con differenti classi di azioni possono quotarsi per attrarre più compagnie tecnologiche e superare la concorrenza di New York e dei listini di Shanghai e Shenzhen. La Borsa dell’ex colonia britannica punta ad attrarre nel biennio società hi-tech cinesi per una capitalizzazione di mercato di combinata di 500 miliardi di dollari. In una lettera, il fondatore e presidente di Xiaomi, Lei Jun, ha detto che la compagnia ha l’ambizione di diventare “in futuro una parte della vita di miliardi di persone a livello globale. Unitevi a noi in questo viaggio“.

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