Wimbledon, Anderson in finale dopo gara infinita

Fotografia: Kevin Anderson al termine del match (ANSA)

Il sudafricano Kevin Anderson ha raggiunto a Wimbledon la seconda finale slam della sua carriera, battendo 7-6, 6-7, 6-7, 6-4, 26-24 lo statunitense John Isner. La notizia non è tanto il risultato quanto la durata del match.

I due erano scesi in campo quando gli ultimi spettatori del Centrale non avevano ancora finito di mangiare le fragole con panna, come d’obbligo dopo ogni pranzo consumato dentro l’All England Club. Hanno terminato solo al calare della notte, al termine di un pomeriggio estenuante di tennis brutale, per potenza e risolutezza. Una maratona tennistica di 6 ore e 40 minuti che ha frantumato il precedente record di durata per una semifinale, detenuto dalla sfida del 2013 fra Novak Djokovic e Martin Del Potro: 4 ore e 44 minuti.

Per Isner (il pivot del tennis con i suoi 208 cm di altezza), quella di oggi non è la prima maratona targata Wimbledon. Nel primo turno dell’edizione 2010, sconfisse Nicolas Mahut dopo un incontro disputato dal 22 al 24 giugno e durato 11 ore e 5 minuti: il match professionistico più lungo della storia. Al termine dell’incontro, a entrambi i giocatori fu consegnato un riconoscimento speciale da Tim Henman e Ann Haydon-Jones da parte dell’All England Club. Il club ha inoltre posto una speciale placca commemorativa del match nel campo 18.

Due anni dopo, il pivot del tennis  disputò anche il match più lungo nella storia del Roland Garros, dove giocò 5 ore e 40 minuti, perdendo 6-7, 6-4, 6-4, 3-6, 18-16 da Paul-Henri Mathieu.

Altro incontro entrato di diritto nell’elenco di storie infinite del tennis fu una sfida di Coppa Davis tra Argentina e Brasile, tra Leonardo Mayer e Joao Souza, vinta dal primo 7-6 7-6 5-7 5-7 15-13; i due tennisti rimasero in campo per 6 ore e 42 minuti, abbattendo il record che resisteva dal 1982, quando John McEnroe e Mats Wilander scambiarono colpi per 6 ore e 22 minuti. A questi due tennisti appartengono altri due ‘never-ending match’: Davis 1987, lo statunitense rimase in campo 6h e 21′ con Boris Becker; lo svedese, nella Davis del 1989, giocò per 6h e 4′ contro l’austriaco Horst Skoff, scomparso alcuni anni dopo per infarto a soli 39 anni.

In campo femminile, nel Roland Garros del 1981, le francesi Ricart e Marot giocarono il game più lungo nella storia del tennis professionistico, durato un’ora e 19 minuti.

La nostra Francesca Schiavone, invece, nel 2011 si qualificò ai quarti di finale degli Australian Open dopo essersi imposta col punteggio di 6-4 1-6 16-14 sulla russa Svetlana Kuznecova in4 ore e 43 minuti: il match più lungo di tutta la storia femminile.

Nel 2017, invece, Shelby Rogers e Daria Gavrilova giocarono la sfida più lunga nella storia degli US Open: 7-5, 4-6, 7-6(5) a favore della statunitense dopo 3 ore e 33 minuti di gioco.

In attesa di altri record, prepariamoci alla finale di Wimbledon.

 

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