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    WEB: dal porno alla privacy, come tutelare i ragazzi

    Fotografia: Pericolo pornografia per i minori sul web (Shutterstock)

    In occasione del Safer Internet Day – giornata mondiale istituita nel 2004 dall’Unione Europea che vuole essere un invito per istituzioni, enti, aziende e cittadini della rete ad unirsi per creare un internet più sicuro per tutti – che si celebra il 5 febbraio, la startup Ermes Cyber Security e lo psicoterapeuta Alberto Rossetti hanno stilato un vademecum sui comportamenti corretti da adottare per proteggere i più giovani dai pericoli del web.

    I ragazzi di oggi passano in media quasi 3 ore al giorno sul web e nel 2019 non è più possibile parlare di una vera separazione tra realtà e virtualità: ciò che viene fatto sul web ha ripercussioni enormi nella vita reale e viceversa.

    Ecco un elenco di consigli utili per tutelare i giovani ma validi anche per gli adulti indisciplinati sul web.

    1 – Tenersi sempre aggiornati
    Per affrontare al meglio le minacce del web e proteggere i minori è necessario restare aggiornati. Non bisogna essere dei tecnici informatici per conoscere le nuove piattaforme, i più recenti social network o le nuove, talvolta pericolose, mode online. Basta informarsi.

    2 – Non esporre i minori con le foto sui social, che sono accessibili a tutti
    Quello che viene caricato sui social network non è più vostro. Dovrebbe essere questa la frase iniziale di ogni contratto di iscrizione ad un social network. Di fatto, tutto ciò che viene uploadato nelle piattaforme online diventa di diritto di proprietà della società che lo gestisce. Allo stesso modo, troppo spesso tali foto e contenuti non sono protetti con un corretto livello di privacy e diventano facilmente di dominio pubblico esponendo bambini e ragazzi agli sguardi di criminali e malintenzionati.

    3 – Proteggi i loro dispositivi con password complesse
    Aiutate i ragazzi a proteggersi facendo capire loro il valore dell’utilizzo di password
    complesse per account social o videogiochi connessi ad Internet.

    4 – Alla larga dal phishing
    Un’altra delle tante trappole architettate dagli hacker è il phishing, ovvero comunicazioni dirette e personalizzate che nascondono all’interno link malevoli atti a sottrarre dati e password.  È importante quindi spiegare ai ragazzi di non cliccare o diffondere link dubbi, catene o richieste di aiuto, specialmente quando sono scritte in un italiano vacillante. Insegnate loro a chiedere aiuto agli adulti oppure a telefonare ai propri amici per chiedere conferma sul contenuto da loro ricevuto.

    5 – Limitare le funzioni con un parental control
    I ragazzi non vanno spiati, ma è giusto tenere sotto controllo le attività che effettuano attraverso smartphone e computer e soprattutto limitare le funzioni che presentano più rischi. Il consiglio per i genitori è quello di installare delle app che fungano da “parental control” e che limitino, per prima cosa, l’accesso a determinati siti. Si tratta di una misura importante poiché in questo modo i ragazzi
    non possono installare in autonomia applicazioni che potrebbero essere pericolose né visitare siti fraudolenti, violenti o pornografici.

    6 – Insegnare il valore della privacy
    Nell’epoca della condivisione, della vetrina e del voyeurismo, si devono aiutare i ragazzi a capire, fin da piccoli, quanto sia importante mettere dei paletti sulla diffusione della propria immagine e dei propri pensieri e soprattutto come sia possibile farlo. Molti giovani non si rendono conto che ciò che viene caricato sul web sfugge al loro controllo e può diventare causa di bullismo, ricatti ed episodi
    gravissimi di violenza fisica e psicologica.

    7 – Sviluppare un dialogo continuo
    Un ragazzo su 4 che va incontro ad episodi spiacevoli sul web, evita di parlarne. Questo perché spesso i ragazzi soffrono la mancanza di figure di riferimento in grado di comprendere la natura dei problemi legati alla vita digitale e che siano in grado di valutarli senza ingigantirli né sminuirli.  Fondamentale mantenere aperto il dialogo e il confronto.