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    Voyager 2, oltre i confini del Sistema Solare

     
    Un viaggio che dura da 42 anni, quello di Voyager 2, il nostro informatore ai confini dell’Universo conosciuto. Tanti punti interrogativi e tanta eccitazione per il sensazionale salto nello spazio interstellare della sonda della NASA

     

    La sonda della Nasa, Voyager 2, ha documentato l’esistenza di una zona fino ad oggi sconosciuta: un punto, ai confini del Sistema solare, in cui il vento di particelle proveniente dalla nostra stella incontra il vento interstellare. Dati sensazionali arrivati dopo un viaggio di 18 miliardi di km, che aprono però a tanti interrogativi.

    Il grande salto al di là del Sistema Solare della sonda è avvenuto il 5 novembre del 2018, quando si trovava a una distanza 119 volte superiore a quella che separa la Terra dal Sole, circa 18 miliardi di chilometri.

    Gli scienziati hanno esaminato per tutto questo anno i dati raccolti nei momenti precedenti e successivi al passaggio della sonda dalla zona di influenza del Sole al vuoto tra le stelle, “mezzo interstellare” e soltanto adesso l’analisi permette di ricostruire l’ambiente a noi sconosciuto.

    Una scoperto incredibile, ma c’è qualcosa di ancora più sorprendente: i nuovi dati non coincidono con quelli della sua sonda gemella, la Voyager 1 che aveva lasciato il Sistema Solare nell’agosto 2012 e che continua a inviare dati, nonostante i danni riportati allo strumento per la rilevazione del plasma.

    Una delle differenze riguarda la zona al confine tra il Sistema Solare e lo spazio interstellare, chiamata ‘eliopausa’: secondo i dati della Voyager 2 è molto sottile, quasi schiacciata da un forte campo magnetico interstellare; sarebbe inoltre molto più calda del previsto e soggetta a variazioni. I dati della Voyager 2 indicano inoltre l’esistenza di una zona nella quale il vento solare interagisce con quello interstellare. Ci sono prove che anche Voyager 1 abbia incontrato uno di questi strati di confine, ma in quel caso era localizzato dentro alla eliopausa.

    “Sembrerebbero esserci strati limite di raggi cosmici su entrambi i lati dell’eliopausa, con quello esterno evidente solo da dove si trovava Voyager 2,” ha detto il team di Stone nello studio. “Questo strato esterno alla eliopausa non era percepibile nel punto e momento in cui Voyager 1 ha superato la soglia.”

    Gli studiosi non sono ancora in grado di fornire una spiegazione a queste incongruenze. Ipotizzano che sia per via delle traiettorie contrastanti che hanno, per cui Voyager 1 sarebbe uscita dalla eliopausa passando per un emisfero dell’eliosfera, mentre Voyager 2 l’ha lasciata passando da quello opposto.

    Il confine dello spazio interstellare è comunque un ambiente che muta rapidamente e sappiamo che l’attività del Sole è diminuita nell’intervallo lungo sei anni che ha separato i due transiti, cosa che sicuramente ne ha influenzato le condizioni.