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    VISTO DA MAXIM/Le invisibili, meravigliose senzatetto

    Fotografia: QUA SOTTO E IN BASSO DUE SCENE DAL FILM (TEODORA FILM, FOTO GRANDE ©JC LOTHER)

    LE INVISIBILI – Regia di Louis-Julien Petit, con Audrey Lamy, Corinne Masiero, Noémie Lvovsky, Déborah Lukumuena, Sarah Suco, Marie-Christine Orry, Brigitte Sy, Adolpha Van Meerhaeghe, Patricia Mouchon, Adolpha Van Meerhaeghe, Laetitia Grigy, Marianne Garcia, Marie-Christine Descheemaker. Commedia/drammatico, Francia, durata 102’.

    Chantal aggiusta lavatrici, radio, ogni elettrodomestico che le capiti per le mani, e non riesce a non dire, appena può, che l’ha imparato in carcere. Catherine si appisola mentre le si parla e vanta, a suo dire, un passato da psicologa. Julie è giovane e punk, tutt’altro che collaborativa e disposta al cambiamento. Sono queste alcune delle meravigliose e complicate donne senza fissa dimora protagoniste della commedia francese Le invisibili, dal 18 aprile al cinema con Teodora Film. Ma non sono solo loro le invisibili del titolo: ci sono anche le assistenti sociali e le volontarie del centro diurno che le ospita, combattive, a volte disperate, in jeans e maglioni di lana, anche loro trasparenti per la società, ma di grandissimo sostegno per le senzatetto che le prendono a guida.

    Questo microcosmo femminile in difficoltà è raccontato con delicatezza e humour dal regista Louis-Julien Petit, che si ispira al lavoro sul campo di Claire Lajeunie, che ha dedicato un libro e un documentario alle senza fissa dimora di Parigi.
    Il film pulsa di sincerità e, soprattutto, di cuore, smarrendo solo qualche volta la via nella concisione del montaggio e nella ricerca volenterosa di un residuo di positività, nonostante tutto. La sceneggiatura, scritta da Petit insieme a Lajeunie e Marion Doussot, pur inoltrandosi tra le angosce quotidiane di queste vite problematiche, cerca un bagliore costruttivo di speranza e possibilità.

    Audrey (Audrey Lamy), Manu (Corinne Masiero), Hélène (Noémie Lvovsky) e Angélique (Déborah Lukumuena) costituiscono il coriaceo quartetto che lotta contro l’insensibilità delle istituzioni per salvare le “loro ragazze”. Emergono ritratti ora teneri, ora comici, sublimi, sempre veri, disperati, di donne che riescono a trovare in sé, come risorsa ultima, energie nascoste e insospettate.

    Il cast delle senzatetto, a parte Sarah Suco che interpreta Julie e Marie-Christine Orry che è Catherine, è tutto composto da attrici non professioniste, donne che hanno vissuto davvero per la strada. Durante le audizioni, ognuna di loro ha avuto circa un’ora per raccontare senza filtri la propria vita davanti alla cinepresa. È stato chiesto loro di scegliere come soprannome quello di una donna che ammiravano e, sul set, i realizzatori non hanno mai conosciuto i loro veri nomi. Erano Edith (Piaf), Lady D, Simone (Weil), Brigitte (Macron), così come poi compaiono nel film. “Anche grazie all’opportunità di nascondersi dietro un nome e una personalità diversi, hanno quasi dimenticato la presenza della cinepresa sul set, riuscendo a trovare il coraggio di esprimersi con più libertà”, ha raccontato il regista.

    Un plauso al forte messaggio di inclusione sociale del film. Un plauso alle sue magnifiche “ragazze”.