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    VISTO DA MAXIM Il Dumbo di Tim Burton non vola

    Fotografia: Dumbo in live action (DIsney)

    di Simona Santoni

    DUMBO – Regia di Tim Burton, con Colin Farrell, Michael Keaton, Danny DeVito, Eva Green, Alan Arkin, Roshan Seth, DeObia Oparei, Sharon Rooney, Finley Hobbins, Nico Parker. Fantastico/Avventura, Usa, durata 112’.

    Vola, Dumbo, vola”. E lui, il tenero elefantino della Disney dalle orecchie spropositate, vola e vola ancora. Ma Dumbo, il film firmato Tim Burton – quel Tim Burton –, non decolla. Il regista, che più di una volta ha stregato con racconti di diversità e stramberie (Edward mani di forbice, La sposa cadavere, Frankenweenie), abbraccia Dumbo, il pachiderma deriso proprio per la sua diversità, di cui poi fa valore aggiunto per riscattarsi imparando a volare. Questo incontro dalle grandi potenzialità non produce però il film memorabile e toccante che tutti aspettavamo.

    Tim BUrton (Disney)

    Accolto da un’attesa impaziente, Dumbo è la rivisitazione in live action del cartone animato del 1941, un grande classico che ha commosso generazioni di spettatori. Nel circo in cui vede la luce il piccolo Dumbo c’è subito gran trambusto e shock di fronte alle orecchie enormi del cucciolo. Separato dalla mamma, triste e deriso, Dumbo trova l’amicizia di due bambini, i figli dell’ex acrobata, ora mutilato di guerra, Holt Farrier, interpretato da un Colin Farrell che sembra la moderazione fatta uomo (nel bene e nel male). Non c’è più il topolino Timoteo, che con l’escamotage della piuma magica spronò Dumbo a levarsi in volo: Burton però omaggia il passato con una gabbietta di topini bianchi, tra cui spicca un animaletto con indosso una tutina stile Timoteo. Non ci sono neanche l’ubriacatura e le allucinazioni di Dumbo, scena iconica del film d’animazione. A sostituirle uno spettacolo circense con bolle di sapone che disegnano elefanti rosa: lo sguardo estasiato di Dumbo, che muove il capo a tempo di musica, ripaga dell’assenza.

    I personaggi di V.A. Vandevere (Michael Keaton) e Max Medici (Danny DeVito) (DISNEY)

    Accanto all’elefantino che da solo può più di ogni folto raggruppamento, Burton mette in scena una nutrita schiera di personaggi. Ci sono Michael Keaton imprenditore persuasivo e opportunista che gestisce il parco dei divertimenti Dreamland; Danny DeVito, frenetico direttore del circo che si barcamena come può; Eva Green (al suo terzo film con Burton), trapezista parigina un po’ diva, un po’ una di noi; e poi l’incantatore di serpenti (Roshan Seth), Rongo il Forzuto (DeObia Oparei), la sirena triste Miss Atlantis (Sharon Rooney), la scimmietta dispettosa e la mamma elefante realizzate in computer grafica. Una parata di creature sopra le righe che non riesce a varcare la soglia dell’incisività. L’unico su cui occhi e cuore indugiano sempre volentieri è lui, il piccolo Dumbo creato in CGI.

    Come fece nel 2010 rivisitando un’altra avventura Disney, Alice in Wonderland, Burton sembra addomesticare il suo stile più sovversivo e audace ai toni rassicuranti degli studios. Sia chiaro, Dumbo è un film che si lascia guardare, con buoni intenti. Ciò non basta però per meravigliare e strappare dal torpore di 112 minuti di attesa, l’attesa di essere finalmente portati in alto, volando con Dumbo. A conti fatti, le emozioni quasi mai si staccano da terra.