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    VISTO DA MAXIM/Edison, un Cumberbatch poco luminoso

    Fotografia: Una scena di "Edison - L'uomo che illuminò il mondo" (01 Distribution)

    EDISON – L’UOMO CHE ILLUMINÒ IL MONDO – Regia di Alfonso Gomez-Rejon, con Benedict Cumberbatch, Michael Shannon, Nicholas Hoult, Nikola Tesla, Tom Holland, Katherine Waterston, Tuppence Middleton, Matthew Macfadyen. Biografico/drammatico, Stati Uniti, durata 105’.

    Dopo essere stato il matematico Alan Turing nel film The Imitation Game, Benedict Cumberbatch  mette di nuovo addosso i panni dell’uomo d’ingegno. Ora è Thomas Edison, l’inventore della lampada elettrica a incandescenza, del fonografo e del cinetoscopio (precursore del proiettore cinematografico), in Edison – L’uomo che illuminò il mondo dello statunitense Alfonso Gomez-Rejon, dal 18 luglio al cinema.
    Il titolo originale The Current War (“La guerra della corrente”) inquadra meglio la trama, imperniata sulla battaglia a suon di invenzioni, colpi bassi e marketing tra Thomas Edison, George Westinghouse (interpretato da Michael Shannon, che riesce a essere maestoso anche nei lungometraggi meno riusciti) e Nikola Tesla (Nicholas Hoult).
    Chi ha nostalgia degli Avengers può ritrovare anche l’imberbe Uomo Ragno della Marvel, Tom Holland, questa volta assistente docile e accorto di Edison.

    Nell’era industriale, sostenuto economicamente dal grande finanziere J.P. Morgan (Matthew Macfadyen), Edison (Cumberbatch), inventore del New Jersey, abbaglia il mondo illuminando Manhattan con un sistema a corrente continua (ovvero quella del tipo attualmente fornita dalle batterie). A Pittsburgh l’industriale Westinghouse (Shannon), aiutato dall’immigrato serbo Nikola Tesla (Hoult), individua alcuni difetti nel sistema di Edison e avvia un sistema a corrente alternata, del tipo che ora illumina le nostre case. Si scatena una “guerra della corrente”, che non esclude giochi sporchi.

    Le atmosfere sono color petrolio, da epoca buia che si sta avvicinando alla grande rivoluzione dell’elettricità. La fotografia è di Chung-hoon Chung, sudcoreano che spesso collabora con il regista di culto Park Chan-wook.
    Plumbea, però, è anche la sceneggiatura di Michael Mitnick, che dà materiale poco attraente in mano a un cast di attori altamente d’appeal. Tra tecnicismi scientifici un po’ ostici, spire narrative fosche, psicologie ed egocentrismi confusi, si muove un’epopea torpida, che si lascia guardare senza entusiasmare.

    Intanto scorrono pagine di storia: ecco la prima sedia elettrica, alimentata dalla corrente alternata di Westinghouse, e il primo assassino giustiziato con l’elettricità, William Kemmler, in un’esecuzione fallimentare e clamorosa. Ecco l’aula del tribunale di Buffalo, in cui Edison è chiamato a rispondere della sua campagna volta a screditare il sistema di Westinghouse, e l’Esposizione mondiale di Chicago del 1893 dedicata alle invenzioni (introdusse la cerniera lampo, la gomma da masticare Wigley e, naturalmente, l’attuale corrente alternata di Westinghouse).

    Cumberbatch non svetta come suo solito. È un Edison perennemente invaso dal fervore di creare ed eccellere, da cui si rimane abbastanza distanti. Shannon, pur alle prese con modi più misurati e contenuti, ben distanti dai personaggi estremi rivestiti ne La forma dell’acqua – The Shape of Water o Animali notturni, trasuda carisma.