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    VISTO DA MAXIM/Dolittle, la variopinta fauna parlante

    Fotografia: "dolittle" di stephen gaghan (universal pictures)

    DOLITTLE – Regia di Stephen Gaghan, con Robert Downey Jr., Harry Collett, Antonio Banderas, Michael Sheen, Jim Broadbent, Jessie Buckley, Kasia Smutniak, Carmel Laniado. Avventura/commedia, USA, durata 106’.

    Dolittle è un’avventura allegra e colorata, per bambini soprattutto, ma anche per adulti, piena di animali (finti) e di dinamicità verbale, cromatica, fattiva. La variopinta fauna al servizio di Robert Downey Jr., creata in digitale dai supervisori agli effetti visivi Nicolas Aithadi e John Dykstra (il premio Oscar del primo Guerre stellari, 1977), non è sempre tecnicamente impeccabile, ma la piacevolezza chiassosa che muove stempera i difetti. E dispensa buonumore.

    Il regista statunitense Stephen Gaghan, già sceneggiatore premio Oscar per Traffic (2000), porta sul grande schermo il dottor John Dolittle, uomo capace di parlare direttamente con gli animali, personaggio inventato dallo scrittore britannico Hugh Lofting, quando dal fronte della Prima guerra mondiale scriveva e spediva racconti ai suoi figli. Personaggio brillante e stravagante, ha nell’estrosità di Robert Downey Jr. la rappresentazione giusta.

    Ritiratosi a vita privata nella sua villa nel verde nell’Inghilterra Vittoriana, svuotato dalla morte della moglie esploratrice (la nostra Kasia Smutniak: compare in pochi fotogrammi ma è lei!), l’eccentrico dottor Dolittle (Downey Jr.) non vede umani da sette anni, ma ha una vivace e premurosa compagnia, costituita dalla folta e varia ciurma di animali che, in qualità di medico e veterinario, ha guarito. Ecco il pappagallo testardo Polinesia, che è sua consigliera di fiducia, e poi il gorilla ansioso e timido Ci-Ci con cui gioca a scacchi, l’anatra entusiasta ma svampita Deb Deb, la litigiosa coppia formata dallo struzzo cinico e nevrotico Plimpton e dall’orso polare freddoloso e pacifico Yoshi… Dolittle ha imparato una grande abilità: riesce a comunicare con tutti loro nel loro linguaggio.

    A rompere la sua solitudine, dietro le alte mura della sua dimora, sono due ragazzini, che sopraggiungono contemporaneamente: Stubbins (Harry Collett) ha uno scoiattolino da salvare, mentre Lady Rose (Carmel Laniado) ha una regina da salvare. La giovane regnante (Jessie Buckley) è gravemente malata e solo Dolittle può salvarla.
    Inizia un viaggio prima verso corte, quindi verso un’isola leggendaria, divertente e visivamente ricco.

    La critica internazionale ha bacchettato Dolittle, parlando di “storia confusa” e “umorismo stantio” ed etichettandolo come intrattenimento solo per giovanissimi.
    Noi ci stacchiamo da queste considerazioni e, anzi, ripensando ad alcune atmosfere del film, ancora sorridiamo. Può essere un intrattenimento piacevole anche per meno giovani.