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    VISTO DA MAXIM/Cortellesi: Ma cosa ci dice il cervello

    Fotografia: NELLE FOTO DUE SCENE DEL FILM CON PAOLA CORTELLESI (VISION DISTRIBUTION, ©CLAUDIO IANNONE)

    MA COSA CI DICE IL CERVELLO – Regia di Riccardo Milani, con Paola Cortellesi, Carla Signoris, Claudia Pandolfi, Stefano Fresi, Tomas Arana, Teco Celio, Remo Girone, Vinicio Marchioni, Lucia Mascino, Ricky Memphis, Paola Minaccioni, Giampaolo Morelli, Alessandro Roia. Commedia, Italia, durata 98’.

    Dopo il successo di Come un gatto in tangenziale (2017), Riccardo Milani alla regia e Paola Cortellesi attrice protagonista (marito e moglie fuori dal set) sono di nuovo insieme al cinema con Ma cosa ci dice il cervello, dal 18 aprile nelle sale. La formula è simile a quella di un anno e mezzo fa: inquadrare difetti e difettucci italiani e il clima esagitato che ci circonda per trarne materiale comico e di accennata denuncia. Il risultato, però, è meno convincente. Nonostante la colorita serie di mostri umani, infilati in abbondanza, tutti insieme e non troppi dissimili da quelli che ci passano accanto nella quotidianità, Ma cosa ci dice il cervello latita in freschezza e incisività. Impartisce lezioni di educazione civica quanto mai utili, ma non trova il tono giusto per essere efficace e divertire senza riserve.

    Paola Cortellesi, che con il compagno e Furio Andreotti e Giulia Calenda ha anche scritto la sceneggiatura, interpreta Giovanna, una mamma divorziata che lavora al Ministero come impiegata, dall’apparenza pacata e noiosetta, tutt’altro che vistosa. “Sembri una suora laica depressa”, le dice con spietato sarcasmo la madre (Carla Signoris), al contrario super vitale e sempre pronta a sfoggiare nuovi eccentrici costumini per le sue allegre serate di ballo. Dietro quella facciata da burocrate in naftalina, però, Giovanna nasconde una tempra e una professione ben diverse. Dopo una rimpatriata con i suoi vecchi compagni di scuola, deciderà di usare queste doti segrete per vendicare gli amici dalle angherie che subiscono quotidianamente.

    Tamara (Claudia Pandolfi) è hostess e in volo deve sopportare la tracotanza di un passeggero di business (Alessandro Roia) che si ostina a non disattivare il suo smartphone. Francesca (Lucia Mascino) è medico e ha una spalla lussata per colpa di una mamma (Paola Minaccioni) che, grazie a internet, crede di saperne più di lei in fatto di farmaci. Marco (Vinicio Marchioni), invece, fa l’allenatore a una squadra di bimbetti e se la deve vedere con il classico papà violento e arrogante (Ricky Memphis) che pensa di saperne più di lui in fatto di schemi e di pallone. Roberto (Stefano Fresi) è professore e quello che subisce in classe è il racconto dei giorni nostri: uno studente (Emanuele Armani) bullo e aggressivo gli ha addirittura versato il cestino dei rifiuti in testa, con tanto di video che filma la scena postato sul web. Giovanna ha deciso che è arrivato il momento che civiltà ed educazione abbiano una rivincita.

    Le cronache peggiori della nostra contemporaneità sono lì, a mostrarci l’isteria al limite dell’assurdo in cui siamo piombati. Così ammucchiate e incollate insieme, esasperate (soprattutto nella storia con la Minaccioni), sono però un collage con poca fluidità e forza narrativa. Si sorride, a volte amaramente. Si ride, poco. Saprà la forza attrattiva di Paola Cortellesi supplire a ciò e replicare i numeri di Come un gatto in tangenziale, che incassò oltre 10 milioni di euro? La risposta la darà il botteghino.