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    VISTO DA MAXIM/Burning, l’amore brucia tra i misteri

    Fotografia: Una scena da "Burning-L'amore brucia" (Tucker Film)

    BURNING – L’AMORE BRUCIA – Regia di Lee Chang-dong, con Jeon Jong-seo, Yoo Ah-in, Steven Yeun.  Drammatico/thriller, Corea del Sud, durata 148’.

    Dopo la perla bellissima del 2010 Poetry, Lee Chang-dong torna con Burning – L’amore brucia, dal 19 settembre al cinema, tratto dal racconto Granai incendiati della raccolta L’elefante scomparso e altri racconti di Haruki Murakami. Anche se non coglie la compiutezza meravigliosa di nove anni fa, tragica e dolcissima, il regista sudcoreano sa spiazzare e tenere appesi a una combustione lenta, che alla fine spariglia le carte e le attese. Quello che sembra prendere le forme di un film sentimentale con un triangolo amoroso, si rivela un mistery-thriller dal ritmo meditativo.

    Haemi (Jeon Jong-seo) è una ragazza stravagante. Mentre si arrabatta lavorando come animatrice in gonnellino davanti a un negozio, blocca Jongsu (Yoo Ah-in), ragazzo di campagna ed ex compagno di scuola, fattorino con aspirazioni letterarie. I due iniziano a uscire insieme. Lei è audace e strana, lui timido e disorientato. La guarda con occhi stupiti e interrogativi. Ma Haemi è in partenza: ha deciso di fare un viaggio in Africa e chiede a Jongsu, nel frattempo, di occuparsi del suo gatto, che però si nasconde sempre agli occhi di lui. Quando Haemi torna, Jongsu all’aeroporto scopre con amara sorpresa che non è sola: accanto a lei c’è Ben (Steven Yeun), giovane aitante e ricco conosciuto in viaggio. Ormai tra Haemi e Jongsu c’è Ben, presenza ingombrante, affascinante e misteriosa. E troppo compiacente.

    Due mondi agli antipodi, povertà e ricchezza, si toccano per oscuri motivi. Una rabbia sommessa sobilla e chiede strada. Dietro la sofisticata e patinata apparenza della modernità, qualcosa freme e lascia andare risvolti nefasti.

    Burning – L’amore brucia è di natura sfuggente e ineffabile. In un gioco sussurrato di assenze e ambiguità, dubitiamo di tutto. Anche quando ci appostiamo insieme a Jongsu in macchina o lo seguiamo nelle ripetute ricerche di serre nei campi, resta addosso la sensazione di non aver colto qualcosa. Di essersi persi un po’. Anche quando tutto è chiaro, a incendio divampato e film concluso, i dubbi restano.