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    Vischio, lenticchie e usi di San Silvestro: i motivi

    Fotografia: San Silvestro, tanti usi ma origini sconosciute (Shutterstock)

    E’ in arrivo la notte di San Silvestro e con lei malsane abitudini, come il lancio di oggetti dalle finestre e di petardi, tradizioni culinarie – lenticchie –  e la consuetudine di indossare qualcosa di rosso, possibilmente abbigliamento intimo.

    Questa orda di usanze, ormai diventate un rituale che si ripete ogni 31 dicembre, hanno un un’origine antica e un significato preciso, ma spesso dimenticato. Dimenticato come il fatto che, nel Settecento, nonostante la tradizionale data del primo gennaio quale Capodanno fosse in voga dal 153 AC (data inizialmente indigesta agli antichi romani che celebravano il primo marzo), l’anno nuovo in Italia era festeggiato in date diverse da città a città: primo marzo a Venezia (secondo tradizione latina), 25 marzo a Firenze e il primo giorno di settembre a Bari, per fare qualche esempio.

    Veniamo ora alle usanze. Le lenticchie, la cui forma ricordava le monete d’oro, si consumano da sempre per propiziarsi la prosperità economica (il fatto è legato anche al fatto che una volta cucinate aumentano di volume). Gli oggetti vecchi si lanciano per allontanare il male dei dodici mesi trascorsi mentre i fuochi d’artificio, poi divenuti i fastidiosissimi botti, simboleggiavano la rinascita del nuovo sole. Ai ‘botti’ fu poi data la giustificazione che servivano a spaventare gli spiriti maligni: in alcune località si sparavano progressivamente dal centro delle città fino alle porte esterne per essere sicuri di mandarli via.

    Il rosso? Ci sono due ipotesi legate all’uso di questo colore. La prima risale ai tempi dell’Impero Romano quando veniva indossato per il Capodanno Romano (primo marzo) come buon auspicio e, tra le altre cose, per favorire la fertilità di uomini e donne (ecco il perché di slip e boxer rossi a contatto con le parti intime). In Cina, invece, il rosso serviva ad allontanare il demone Niàn e per buona sorte.

    Avete sentito mai dire che alla mezzanotte andrebbero mangiati 12 acini di uva? Si tratta di un’usanza importata in alcune città italiane dalla Spagna dove, passate le 24, si mangia un chicco per ogni battito degli orologi cittadini. Sul numero degli acini e sulla motivazione, anche in questo caso non c’è identità di vedute.  Sembrerebbe, tuttavia, che questa consuetudine sia nata per una ‘furbata’ dei coltivatori iberici: avrebbero messo in giro la voce che mangiare uva portava fortuna per smaltire il prodotto nelle annate particolarmente abbondanti.

    Veniamo ora al motivo per il quale san Silvestro si festeggia l’ultimo dell’anno.  Due i racconti. Secondo il primo, un falso storico, il Santo avrebbe battezzato l’imperatore Costantino, allontanando così il paganesimo e aprendo il mondo latino all’era cattolica, un nuovo corso e quindi un nuovo anno. Il secondo raccolta che Silvestro sconfisse un drago (immagine del paganesimo) che viveva in una grotta: per raggiungere il suo antro scese 365 scalini, tanti quanti i giorni in dodici mesi.

    Rimane il bacio sotto il vischio. Le origini di questa usanza risalgono a un’antica leggenda norrena che coinvolge Freya, Loki e Balder. Questa tradizione potrebbe essere una buona scusa per i timidi. Nel caso non abbiate del vischio, siate audaci e gettatevi.  Ovviamente con garbo, gentilezza e rispetto.