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    Vinitaly porta i grandi sake nel Belpaese

    Fotografia: Alla scoperta del sake (Shutterstock)

    Una volta il Giappone e i suoi prodotti erano sconosciuti. Celebre lo sketch di Fantozzi al ristorante giapponese, in cui il ragioniere beveva con disinvoltura “il famoso vino di riso giapponese che buttato giù tutto d’un fiato non fa niente”, dissimulando, per evitare figuracce, la terribile ustione dovuta all’ingestione della bevanda servita bollente.

    Oggi, in Italia sta crescendo la cultura del sake e il Vinitaly (Verona 7-10 aprile) gli dedicherà una sezione speciale. Alla fiera nazionale parteciperanno alcuni tra i più importanti rappresentanti delle principali prefetture nipponiche  con i loro prodotti, che presenteranno il vero sake giapponese all’interno del padiglione dei vini internazionali. Un’occasione per sfatare miti e avvicinarsi con mano a un prodotto millenario.

    Si tratta di un percorso in  8 stand, alcuni divisi da differenti realtà: 20 produttori e oltre cento etichette. Ci saranno workshop per spiegare che cos’è davvero questo prodotto a un pubblico che, anche se lo apprezza, spesso non ne conosce ancora bene le caratteristiche: prima su tutte che non è un distillato ma un fermentato o che non è vero che vada bevuto sempre caldo (Fantozzi docet) ma ci sono numerosi modi per degustarlo.  Non mancheranno gli abbinamenti gastronomici e qualche particolarità come i sake crudi, ovvero non pastorizzati.

    Prenotando, sarà possibile partecipare a tasting di 4 sake introdotti da un breve corso didattico che, in 45 minuti, parlerà di produzione, tipologie, differenze, temperature di servizio.

    Il Sol Levante in un bicchiere.