Vinitaly: il vino fra hi-tech, tradizione e record

     

    Nella giornata inaugurale del Vinitaly, i riflettori sono stati per i leader politici arrivati al taglio del nastro della storica manifestazione dedicata al vino ma, rimanendo in tema, il primo giorno dell’evento, in corso a Verona fino al 18 aprile, ha regalato curiosità e numeri interessanti. Da tempo nel settore si strizza l’occhio all’innovazione per quanto riguarda il tracciamento delle bottiglie, in particolare quelle di pregio, o per sistemi che consentano di avere velocemente notizie sui prodotti. Oggi, sono state presentate le prime bottiglie hi-tech di un progetto sperimentale del Ministero delle Politiche agricole e dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, basato sulla tecnologia blockchain che, attraverso uno smartphone, consente di tracciare l’identikit del vino.

    Le piccole aziende, invece, puntano alla storia e alla tradizione. In Campania, si coltivano vitigni antichissimi, come quello coltivato fra i resti della Pompei distrutta dall’eruzione del Vesuvio, mentre un’azienda di Dolceacqua (Imperia) produce il vino alla “vecchia maniera”: uva pigiata con i piedi e tutto il prodotto ottenuto, dal mosto ai raspi fino alle bucce, messo a fermentare in botti di legno. Interessante, a livello di nuovo prodotto, l’iniziativa portata avanti da una cantina sarda che sta sperimentando una Malvasia ottenuta da uve aggredite da Botrytis Cinerea, una muffa nobile che regala sentori straordinari al prodotto finale. Infine, in Umbria, c’è anche chi si fa aiutare nei vigneti dalle oche per pulire e concimare il suolo in maniera totalmente naturale e biodinamica: 400 i volatili utilizzati a questo scopo su 4 ettari di vigna.

    Infine, buone notizie a livello economico. Secondo Coldioretti, il fatturato di vino e spumanti in Italia segna il record nel 2017, superando i 10,6 miliardi di euro (+5%), per effetto soprattutto delle esportazioni che hanno raggiunto il massimo storico di 6 miliardi (+6%) con Usa, Germania e Regno Unito clienti di punta.. In leggera crescita anche le vendite sul mercato nazionale, pari a circa a 4,6 miliardi, grazie all’aumento dei consumi familiari (+2%).

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