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    Vettel infuriato per una vittoria negata dai giudici

     

    Il tedesco della Ferrari infuriato per i 5” di penalità che lo hanno relegato al 2° posto del GP del Canada: “La gente non deve contestare Hamilton, devono contestare la decisione”

    “La gente non deve contestare Lewis, tutti hanno visto quello che è successo. Lui non voleva danneggiare me, i tifosi semmai devono contestare una decisione assurda. Come mi sento? Sono incazzato”. Così Sebastian Vettel alla fine del GP del Canada terminato al secondo posto per una penalità di 5″. La scena che esprime tutta la sua rabbia si consuma prima di salire sul podio, Vettel con un gesto polemico va nel parco chiuso dove erano le monoposto, e inverte i tabelloni davanti alla Mercedes del britannico e alla sua Ferrari con scritto 1° posto e 2° posto.

    Il momento chiave della gara, e di un weekend che ha visto la Ferrari protagonista, arriva al giro 48 di 70. Alla curva 4 Vettel, pressato da Hamilton in rimonta, perde il controllo della SF90 per una frazione infinitesimale, una piccola distrazione che lo porta all’interno della chicane e sull’erba. Al rientro Sebastian riesce a controllare il sottosterzo e a riprendere la traiettoria, ma la con la parte anteriore del muso chiude il tentativo, non molto convinto, di Hamilton di passarlo.

    Toto Wolff al box Mercedes fa subito una smorfia del viso che lascia capire come andrà a finire. L’investigazione non dura moltissimo e il verdetto è pesante e davvero ingiusto: penalità di cinque secondi. Quando Sebastian apprende della decisione dei giudici di gara, il suo stupore è quasi ingenuo, dice all’ingegnere: «E dove diavolo potevo andare? Vedendo il mio errore, avrebbe potuto passarmi all’interno».

    Il dopo gara è un turbinio di polemiche e si fa subito riferimento ai video-archivi. In particolare nel 2016 a Montecarlo, in una situazione fotocopia (in quel caso la scena si consuma alla chicane dopo l’uscita dal tunnel), Hamilton si difese allo stesso modo da un attacco della Red Bull di Ricciardo ma non vennero adottati provvedimenti. E’ evidente che la decisione di oggi, confrontata con quella di allora, faccia propendere per la tesi dei “due pesi e due misure”.

    Sempre parlando di archivi storici, se oggi, al posto di Vettel ci fossero stati Villeneuve, Mansell o Senna, piloti che prendevano e davano sportellate come se niente fosse, il dopo gara sarebbe stato un vero inferno.

    Intanto i canali social della FIA sono inondati da contestazioni degli appassionati di tutto il mondo, messaggi che oltre a ribadire l’assurdità della decisione presa, ci vanno giù pesanti sull’integrità della federazione. Di seguito alcuni commenti su Twitter: