fbpx

    “Veganesimo etico” come religione e filosofia di vita

     
    Viene licenziato e denuncia l’azienda di averlo discriminato perché vegano. Il tribunale del lavoro di Norwich, in Inghilterra, ha dichiarato che il veganesimo etico “soddisfa i requisiti per essere un credo filosofico e come tale è tutelato dall’Equality Act del 2010”

    Un tribunale del lavoro britannico ha stabilito che il veganesimo etico è paragonabile a una religione o a un credo filosofico, e i suoi seguaci, in base all’Equality Act del 2010, non possono essere discriminati per le loro convinzioni. A differenza del veganesimo “salutista”, quello etico si ripropone di escludere dal consumo qualsiasi prodotto non solo della macellazione o dalla caccia o pesca, ma anche dello sfruttamento degli animali.

    La sentenza, che ha fatto molto discutere, è arrivata in seguito ad un ricorso avanzato da un impiegato dell’organizzazione benefica a difesa degli animali, “League Against Cruel Sports”. Jordi Casamitjana sostiene di essere stato licenziato perché vegano.

    L’azienda dichiara di averlo allontanato per aver ‘gettato discredito’ su di essa, accusandola di avere investito un fondo pensioni in società coinvolte in test sugli animali e per la sua “pessima condotta”.

    Il giudice Robin Postle ha affermato che il veganesimo etico “soddisfa i requisiti per essere un credo filosofico e come tale è tutelato dall’Equality Act del 2010”.

    Il caso crea delle problematiche, come ha sottolineato in un’analisi la Bbc: Cosa fare se in futuro si presentassero casi di ‘obiettori di coscienza’ vegani che rifiutano di passare alla cassa di un supermercato prodotti del cliente con carne o ‘testati su animali’?”