Valpolicella: nasce task force anticontraffazione

Fotografia: Amarone, stop ai falsi (ANSA)

Lotta alla frode e alla contraffazione è la parola d’ordine nella Valpolicella. Grazie a un protocollo di cooperazione tra l’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari del Ministero delle Politiche agricole e il Consorzio tutela vini Valpolicella, le Docg e Doc della Valpolicella, dall’Amarone al Ripasso al Recioto, Amarone Docg, saranno tutelate da una task force anticontraffazione.

L’intesa prevede azioni di contrasto per ostacolare le vendite sui canali e-commerce, fino al sequestro, di prodotti che evocano e usurpano i nomi “Amarone”, “Valpolicella”, “Valpolicella Ripasso” e “Recioto della Valpolicella” in Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Irlanda, Danimarca e negli altri Paesi scandinavi a regime di monopolio, ossia i principali mercati di destinazione delle top denominazioni veronesi. L’attività di tutela, secondo quanto previsto dal documento, sarà effettuata anche in collaborazione con altri organi di controllo internazionali abilitati al sequestro dei prodotti illeciti.

La tutela e la valorizzazione delle eccellenze vinicole e agroalimentari italiane sono tra le nostre priorità – ha affermato il ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Gian Marco CentinaioValpolicella, Amarone, Recioto e Ripasso rappresentano un fiore all’occhiello dello straordinario patrimonio made in Italy e con l’accordo di oggi andiamo a rafforzare i nostri interventi in questa direzione“. Soprattutto stop ai falsi. “Stop a chi pensa di guadagnare sfruttando sui mercati i nomi delle nostre indicazioni di qualità certificata. Il nostro sistema di controlli è tra i migliori al mondo. Un sistema di verifiche capillari in tutta la filiera e sul web. Per questo ringrazio tutti coloro che quotidianamente lavorano all’ICQRF”. 

L’accordo di cooperazione firmato oggi rafforza ulteriormente la collaborazione già in atto tra ICQRF e il Consorzio sul fronte della tutela delle denominazioni della Valpolicella, con le due inserzioni top – Amarone e Valpolicella – tra le più imitate e falsificate sui mercati esteri” ha commentato il presidente Andrea Sartori. Complessivamente dal 2015 ad oggi, sono 25 le azioni di tutela dei marchi Dop promosse dal Consorzio, a cui si aggiungono 14 azioni attualmente in corso. “Un impegno – ha proseguito Sartoriche ora si estende ai canali e-commerce, dove l’Amarone è il vino più venduto nella fascia ultra premium e luxury, seguito dal Valpolicella Ripasso e dal Valpolicella. Rilevante anche l’attività di registrazione e deposito internazionale dei marchi e delle denominazioni di origine a nome del Consorzio. Ad oggi, infatti, la protezione delle Dop rappresentate si estende a 32 Paesi, con un totale di 123 depositi effettuati“.

Attivo da oltre 80 anni, il Consorzio di tutela vini Valpolicella rappresenta 286 aziende di imbottigliatori e trasformatori della Dop, per una filiera che conta 7 cantine cooperative, 2286 aziende agricole produttrici di uva. Nel 2017, il vigneto Valpolicella ha raggiunto i 7994 ettari. Sono poco più di 60 milioni le bottiglie delle denominazioni (Valpolicella, Amarone, Recioto e Ripasso) prodotte lo scorso anno, per un giro d’affari complessivo di 600 milioni di euro, di cui 355 milioni stimati solo per l’Amarone che traina l’export della Dop. L’anno scorso, infatti, il 68% della produzione di Amarone ha varcato i confini nazionali. Tra i principali Paesi di destinazione Germania (24%), USA (13%) e Svizzera (11%) che congiuntamente assorbono il 48% dell’export totale di Amarone. Seguono UK (9%), Svezia e Danimarca (16%) e il Canada (6%).

 

 

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