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    Un’estate senza spettacoli all’aperto, la paura ci blocca

     
    La stagione estiva della musica live e degli spettacoli all’aperto è compromessa dal coronavirus, ma a dare lo stop alle serate fatte di note non è solo una logistica complicata per consentire la visione degli spettacoli in sicurezza, ormai bisogna tener conto anche della paura del contagio che blocca le persone.

    Negli USA, il sondaggio di opinione di Reuters/Ipsos reso noto martedì scorso, ha evidenziato che meno della metà degli americani vuole andare a vedere un concerto, un film al cinema, un evento sportivo o uno spettacolo dal vivo prima dell’arrivo del vaccino per il coronavirus.

    Il sondaggio, eseguito su un campione di 4429 intervistati, mostra che solo il 27% vuole usufruire delle riaperture di locali, cinema e stadi. Il 32% aspetta un vaccino e, nel complesso, il 55% ritiene che nessuno di questi spettacoli dovrebbe riprendere prima della fine della crisi sanitaria.

    Si stanno facendo largo tante proposte per rendere fruibili gli spettacoli dal vivo, ma le più realizzabili arrivano dal passato. Si dice che i drive-in salveranno il cinema al tempo del coronavirus, e perché non la musica? Vedere un film o seguire un concerto potrebbe essere possibile rimanendo chiusi in auto e ascoltare l’audio dello spettacolo direttamente sull’autoradio della macchina sfruttando le frequenze Fm. Certo non è la stessa cosa, quei concerti dove si balla non sarebbero emozionanti come sempre, ma un concerto più rilassato, intimo, potrebbe essere comunque apprezzato.

    Si potrebbe prendere esempio dai sacerdoti e pastori che, sempre negli Usa, celebrano la messa  in grandi parcheggi, per esempio quelli di un centro commerciale, con i fedeli all’interno delle proprie auto. Sono i ‘Drive-in Church Services’: il pastore celebra da un palco mentre i fedeli seguono la messa in auto sempre sintonizzando la propria radio sulla frequenza della funzione religiosa.