Una Nuvola per la Lavazza

Fotografia: Uno spazio della Nuvola Lavazza (ANSA)

Taglio del nastro per la ‘Nuvola’, nuovo centro polifunzionale della Lavazza, azienda che da 123 anni vive all’ombra della Mole. Trentamila metri quadrati, progettati dall’architetto Cino Zucchi, che mescolano sapientemente “memoria e futuro, tradizione e innovazione”, senza dimenticare quindi le radici piemontesi. “Siamo nati in Italia, a Torino – sottolinea Alberto Lavazza, presidente del Gruppo – e noi da qui non ce ne andiamo per continuare a crescere e a sognare“. Dalla piccola bottega aperta nel 1895, la Lavazza di strada ne ha fatta;  oggi, è sinonimo di caffè italiano nel mondo, ha 3 mila dipendenti sparsi in 90 Paesi, 27 miliardi di tazzine bevute in un anno, e un fatturato 2017 di 2 miliardi di euro con l’obiettivo di raggiungere quota 2,5 miliardi entro il 2021. La Nuvola, ospiterà 600 dipendenti dell’azienda, uno spazio eventi da 1.000 posti, un auditorium da 280,  il ristorante gourmet Condividere (aprirà l’8 giugno), il cui allestimento è stato firmato dal Premio Oscar Dante Ferretti, il concept dal guru della gastronomia mondiale Ferran Adrià, mentre ai fornelli ci sarà lo chef Federico Zanasi. L’americano Ralph Appelbaum ha invece curato il museo Lavazza, anche questo aperto dall’8 giugno. “Abbiamo voluto che fosse molto di più del quartier generale efficiente e innovativo di un’impresa moderna e aperta alla contemporaneità – spiegano i vicepresidenti Giuseppe e Marco Lavazza – È un grande portale che mette in relazione la nostra azienda, la città dove siamo nati con i Paesi in cui Lavazza opera“. L’headquarter ha ottenuto la certificazione energetico-ambientale LEED, livello Platinum, di cui si possono fregiare meno di 30 edifici in tutta Italia. A completamento del progetto c’è una piazza in cui si possono vedere i resti di una basilica paleocristiana riemersa nel 2014, durante i lavori, e l’ex centrale Enel di via Bologna, anch’essa recuperata e riaperta con una nuova destinazione culturale.

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