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    “The Passenger”, quell’inno a Berlino di Iggy Pop

    Fotografia: Ansa Foto
    Una canzone scritta durante un viaggio sulla S-Bahn berlinese. Un testo che riflette lo spirito nomade e solitario di un emarginato punk

     

    Gli anni settanta. Quelli berlinesi. Quelli vissuti condividendo un appartamento al civico 155 ad Hauptstraβe con l’amico David Bowie. Quelli trascorsi nella leggendaria ovest della DDR, fucina di avanguardie artistiche e sociali, sregolata e terreno di sperimentazioni.

    Iggy Pop ha preso il meglio e il peggio degli anni vissuti a Berlino (dal 1975 al 1977). In un’intervista dichiara: “sono venuto a Berlino totalmente in forma e l’ho lasciata come un relitto“. La voglia di alienarsi, di essere dimenticato dal resto del mondo hanno portato “l’iguana del rock” nella capitale tedesca. Se da un lato, amava trascorrere il suo tempo in solitaria a scrivere lungo le sponde del lago che collega Berlino a Potsdam, dall’altro è stato sempre attratto da luoghi particolarmente pericolosi – come lui stesso afferma. Viveva la Berlino notturna, frequentando bar e cabaret. Beveva tutta la notte, con la bocca piena di palline di oppio. Fumava a catena bastoncini thailandesi. E poi valium. E ancora cocaina. Qui, però, le tensioni di una città spaccata a metà da un muro richiamavano urgenza, tensione e quell’impulso creativo che ci ha regalato alcuni dei pezzi migliori della discografia dell’artista.

    The Passenger, la canzone iconica, divenuta immortale, è un “inno sacro a Berlino” – così lo ha definito Esther Friedman, fotografa tedesca ex compagna di Pop. Il brano, del 1977, è contenuto nel disco “Lust for Life“: ad accompagnare il riff easy ed orecchiabile del chitarrista Ricky Gardiner, il popolare ritornello, dove compare l’amico David Bowie come seconda voce.

    Iggy amava i viaggi sulla S-Bahn berlinese e proprio le corse in treno sono state d’ispirazione per “The Passenger“. Era solito, quasi ogni giorno, salire a bordo delle S1, direzione Wannsee, insieme al “Duca Bianco” per trascorrere le serate ad osservare il lago. Venticinque minuti di viaggio, un tratto tanto breve quanto affascinante e potente per un artista che fotografava con gli occhi, dietro il vetro di un finestrino, le immagini di una Berlino che fuggiva veloce.

    Pop è il viaggiatore che racconta il suo viaggio in treno. Un viaggio ordinario ma sorprendente mentre attraversa i bassifondi della città, vedendo le stelle venir fuori da un cielo splendente. Il viaggio si sposta poi in auto, quella del suo amico Bowie, a sottolineare la loro folle amicizia, fatta di eccessi, di libertà e colma di sentimenti resi musica.

    Un viaggio lungo la S1, direzione Wannsee, potrebbe risultare diverso con un paio di cuffie nelle orecchie e le note di “The Passenger” di Iggy Pop, quest’inno alla S-Bahn berlinese.