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    That all started (and finished) with the Big Bang!

     

    Dopo quasi 12 lunghi anni si conclude una delle sitcom più seguite ed amate di sempre

     

    Era il 24 settembre 2007 quando la combriccola più nerd che il piccolo schermo ricordi fece la sua prima comparsa – in un episodio pilota – nelle case dei telespettatori. Da quel momento, la serie TV ideata da Chuck Lorre (già noto per aver prodotto Dharma & Greg e Due uomini e mezzo) e Bill Prady non ha più abbandonato i salotti ed i cuori di milioni di fan in tutto il mondo, fino allo scorso 16 maggio, giorno in cui si è chiuso definitivamente questo esilarante, emozionante e lunghissimo ciclo.

    Lunghissimo, sì; perché The Big Bang Theory – al netto di dodici stagioni e con un numero complessivo di ben 279 episodi – risulta essere, ad oggi, la sitcom multi-camera più longeva della storia della televisione statunitense.

    Onde evitare alcun tipo di spoiler (dato che in Italia manca ancora qualche puntata all’epilogo), ci limiteremo a dire che le promesse fatte dai due creatori della serie sono state mantenute. Lorre e Prady, infatti, avevano parlato di un “finale epico” per Sheldon Cooper ed i suoi strambi amici; ed in un certo qual senso lo è stato, anche se esente da colpi di scena o sorprese eclatanti.

    Come ogni lunga storia che si rispetti, di fatto, The Bing Bang Theory è arrivata alla sua fine con un definito e concreto scenario che è frutto di una delicata caratterizzazione dei personaggi e del loro intricato processo di crescita.

    Così, proprio come gli spettatori – che hanno iniziato a seguire la serie da adolescenti ed ora si accingono a spegnere trenta candeline – anche Sheldon (Jim Parsons), Leonard (Johnny Galecky), Howard (Simon Helberg) e Raj (Kunal Nayyar) sono cresciuti, cambiati e migliorati durante questi anni; come a simboleggiare, in maniera tanto piacevole quanto simpatica, quel cammino che ogni uomo percorre e che lo porta a comprendere meglio la strada da percorrere, senza conoscerne la meta.

    L’intero show è cambiato e si è evoluto nel corso del tempo, anche attraverso l’introduzione graduale di nuovi personaggi. Le figure femminili come quella – sopra tutte – della bella Penny (Kaley Cuoco) o quella di Bernadette (Melissa Rauch) o, ancora, quella della geniale Amy Farrah Fowler (Mayim Bialik) non fanno altro che aumentare la verosimiglianza dello spettacolo, mostrando quelle dinamiche e quelle problematiche tipiche di chi non è abituato (per così dire) ad una certa frequenza del rapporto uomo/donna.

    Quello che si è cercato di evidenziare e che, tra formule matematiche e viaggi spaziali, rappresenta la vera e propria matrice del programma, è il rapporto di amicizia tra i protagonisti. Un legame che tende a crescere e rafforzarsi sempre di più, avanzando nelle stagioni, attraverso una serie di fraintendimenti, screzi e litigi continui; tutti, però, così puramente consueti e comprensibili tra persone dotate di un’intelligenza fuori dal comune. E alla fine, infatti, è proprio questo quello che rappresenta il punto di forza di una serie che, negli anni, ha ottenuto un grandissimo successo, sia di pubblico che di critica (ben 10 Emmy Awards vinti).

    Sebbene il personaggio di Sheldon Cooper sia pian piano emerso rispetto agli altri – tanto da diventare quasi il protagonista della serie e da diventarlo, invece, ufficialmente nello spin-off della stessa (Young Sheldon) – è questo ristretto gruppo di amici nerd e geek che attrae in maniera così compulsiva l’attenzione di un pubblico di ogni età e interesse.

    Al triste ed emozionante commiato a The Bing Bang Theory, oltre i milioni di spettatori sparsi in tutto il mondo, ha partecipato anche un fan davvero speciale, la NASA, che ha sinceramente ringraziato la serie “aver condiviso il nostro lavoro e aver ispirato così tante persone“. Inoltre, l’ex astronauta Mike Massimino (presente in un paio di episodi) ha salutato il cast scrivendo su Twitter: “12 anni e 12 grandi stagioni. Grazie per tutte le risate”.

    In fondo è questo il valore più profondo di The Big Bang Theory: far conoscere, sviluppando e incrementando la curiosità verso la scienza ed i suoi derivati, mantenendo – al contempo – sempre alto il livello di ilarità e senso della morale; innalzando, infine, ad una nuova luce quella categoria di persone che dedica giustamente la propria vita ad una passione, indipendentemente dai risvolti sociali che essa possa generare.

    Una serie che è iniziata e finita in un Big Bang; ma che – alla pari di questa esplosione primordiale – continuerà a spargere materia nell’universo interiore di milioni di persone.