fbpx

    Terry Gilliam, dai Monty Python al Don Chisciotte

    Fotografia: I membri ancora in vita dei Monty Python in una foto di qualche anno fa (ANSA)

    Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin. Chi non ha ancora avuto la fortuna di vedere un loro film assieme o la serie comica televisiva che li rese famosi, li ricorderà più probabilmente per le carriere individuali ma questi signori erano i Monty Python, brillante gruppo comico britannico, attivo dal 1969 al 1983.

    In occasione del loro 50esimo anniversario, nel 2019, i restanti membri del gruppo vorrebbero organizzare una festa. “Ne stiamo parlando – ha dichiarato il regista Terry Gilliam, uno tra i fondatori dei Monty Python – Alcuni pensano sia un’idiozia. Faremo qualcosa ma non sappiamo ancora cosa. Non sarà sul palco perché stiamo diventando vecchi, o meglio, gli altri stanno diventando vecchi perché io sto ringiovanendo“.

    Oltre alla notizia di una possibile reunion, Gilliam è intervenuto sulla sua ultima opera, “L’uomo che uccise Don Chisciotte”, pellicola che il regista ha realizzato e portato nelle sale dopo un quarto di secolo di attesa: “Non ho deciso io di fare un film su Don Chisciotte, penso sia stato lui a decidere che  lo facessi. La prima volta abbiamo iniziato alla grande, per cinque giorni abbiamo girato poi è crollato tutto. In questi anni, la gente mi ha detto di fermarmi ma io non amo che mi si dica ‘fermati’. Poi ci siamo dedicati nuovamente al film per un anno o due ma mancavano i soldi. Alla fine lo abbiamo concluso dopo 29 anni. Ho pensato che la gente non sarebbe stata contenta di vedere il film, però siamo riusciti a trovare i soldi e girarlo“. “Quando finisci un film – ha continuato – non è una bella sensazione perché non ti rimane più niente. Per anni ho fatto un sacco di cose ma c’era Don Chisciotte che mi aspettava e mi diceva fai un film con me“.

    Questo film – ha concluso – si occupa anche della responsabilità dei registi perché i film hanno sostituito i libri. Adesso possiamo sognare di essere avventurieri, e per farlo non c’è bisogno dei super poteri. E’ una cosa triste a me piacciono le cose reali, le persone reali che fanno cose difficili. In ognuno di noi c’è bisogno di un Don Chisciotte, il matto sognatore, e c’è bisogno di un Sancho Panza, il pragmatico con i piedi per terra. Siamo entrambe le cose“.