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    Stromboli divora Sole: candidato a patrimonio Unesco

    Fotografia: Shutterstock

    Tra i meravigliosi ed estatici dipinti che il crepuscolo riesce a donare, agli occhi ed al cuore, sul far di ogni sera d’estate, ce n’è uno in particolare che rasenta la magia dell’eterno, lasciando assopita l’anima di chi l’osserva.

     

    Questo spettacolare momento mozzafiato di cui parliamo è il tramonto sullo Stromboli, ovvero uno dei due vulcani attivi (insieme a Vulcano) facenti parte dell’arcipelago delle bellissime e suggestive Isole Eolie, amministrativamente comprese nella provincia di Messina in Sicilia, ma egualmente mirabili dalla costa tirrenica calabrese.

    Un apice di bellezza naturale che si mostra in tutto il suo incantevole splendore in un giorno d’estate, quando – stanco delle fatiche del giorno – il nostro sempiterno Sole volge al riposo e quindi, andando a nascondersi dietro l’orizzonte, si posa lievemente sulla bocca dell’antico vulcano in mare.

    Un vulcano in mare che, già di per sé, risalta per le caratteristiche esistenziali di imponenza e solitudine; ma che, in questo preciso giorno, ogni anno, mescola i colori del tramonto e della nostra stella a quelli della sua bocca, del suo cratere sempre in attività, creando nel cielo tonalità calde di colori a tratti indefinibili e che, in un certo senso, richiamano agli osservatori quelle sensazioni ancestrali, quegli echi antichissimi di un tempo ormai dimenticato.

    La natura tutta sembra voler raggiungere delle vette di virtuosismo figurativo, attraverso un cielo di fuoco, per consentire all’uomo che contempla di percepire quel sublime che troppo spesso è costretto a trascurare, nella sua grigia quotidianità.

    Tutta questa immanente e inimitabile bellezza non è stata trascurata, invece, da un comitato di giovani calabresi (Calabria Network Mediterraneo), i quali – coscienti della rara armonia e dell’eccezionalità del fenomeno a livello globale – hanno deciso di proporre la candidatura del tramonto sullo Stromboli a patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO.

    In effetti i requisiti richiesti, in tal caso, sono ampiamente rispettati: unicità, universalità e insostituibilità. In più, il fenomeno soddisfa il VII Criterio della Convenzione sul patrimonio dell’Umanità del 1972 in base al quale sono riconoscibili quali patrimonio dell’umanità anche i “fenomeni naturali o atmosfere di una bellezza naturale e di una importanza estetica eccezionale”.

    Le Isole Eolie – antica dimora del dio dei venti, Eolo – sono state sempre al centro della cultura e della mobilità umane, sin dai tempi delle prime forme di civiltà; per tali motivi (insieme, ovviamente, al loro particolare ed indiscutibile fascino) sono state nominate patrimonio dell’UNESCO come riserva della biosfera già nel 2000.

    Ora, non resta che aspettare la decisione della commissione internazionale in merito e, nel frattempo, goderci anche per la prossima estate uno di quei momenti di purezza e magia che – come molti hanno cantato in tempi remoti e recenti – solo la nostra Madre prima riesce a donarci.

    Perché sa bene, la Natura, di cosa hanno realmente bisogno i suoi sperduti e confusi figli: poesia e bellezza.

    Sempre.