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    Stravizi di Natale: la sindrome del piatto vuoto

    Fotografia: A Natale non guardate il piatto (Shutterstock)

    I pasti andrebbero consumati piano, masticando lentamente, per evitare l’impressione del piatto ‘vuoto’ e farci sentire sazi, lasciando così stare pericolose porzioni extra.

    E’ proprio la ‘sindrome del piatto vuoto’ una delle insidie maggiori per la linea dei pranzi e cene natalizie. L’aumento di peso è spesso causato dal consumo di quantità eccessive di cibo anche se si è sazi.

    In una serie di quattro esperimenti gli studiosi della Hofstra University hanno constatato che una singola porzione di cibo lasciata nel piatto esercitava un’attrazione fortissima, nonostante ci fossero altre pietanze da consumare.

    Il team di ricerca ha inoltre scoperto che le persone scelgono spesso di credere che l’ultimo biscotto non fa poi così male. Parte della sindrome “clean-the-plate” è infatti dirsi la ‘bugia’ che un altro morso non è così calorico come in realtà è. I cibi più appetibili sono quelli ricchi di grassi, zuccheri o sale. Per questo secondo quanto spiega al sito Healthday Lona Sandon, dello University of Texas Southwestern Medical Center, “una strategia è mangiare cibi con meno grassi, zuccheri aggiunti e sale. Raramente si sente dire qualcuno che ha voglia di mangiare una porzione extra di broccoli ma è pieno. Lo farà con la torta al cioccolato“. Mentre il suggerimento di Connie Diekman, della Washington University a Saint Louis, è mangiare piano: “Ci vuole tempo per sentirsi sazi e chi mangia veloce perde questa sensazione. L’ulteriore strategia è iniziare con porzioni più piccole“.

    La cosa migliore secondo gli esperti è prendersi un momento per riflettere sui propri pensieri, proprio quando si è tentati dall’ultimo dolcino.

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