Stampa in 3D: il colore si cambia dopo

 

Gli oggetti stampati in 3D potranno cambiare colore grazie ad una tecnologia che utilizza un particolare inchiostro, ColorFab. Funziona per ora solo con la plastica, l’obiettivo è però estendere la tecnica ad altri materiali e poter così modificare a piacere i colori di custodie di telefonini, oggetti per la casa e abiti, esponendoli alla luce ultravioletta. Messa a punto dal MIT (il Massachusetts Institute of Technology) di Cambridge, la tecnologia sarà presentata ad aprile a Montreal, in occasione della Conference on Human Factors in Computing Systems.

La stampa trdimensionale ha fatto parecchi progressi dagli esordi e già permette di creare oggetti di tutti i colori. Tuttavia, osservano i ricercatori, una volta che una stampa è stata eseguita, il colore è non può essere alterato: ogni modifica richiede di ripartire da zero. Precedenti tecniche per cambiare il colore alle superfici si limitavano ad intervenire su un solo colore e funzionavano esclusivamente con disegni in 2D. Questo nuovo inchiostro speciale promette di riscrivere le regole del gioco: composto da una tinta base neutra, ottenuta miscelando pigmenti sensibili alla luce ultravioletta, attiva una reazione chimica che fa mutare il colore in soli ventritré minuti. E la tonalità? Per ottenere quella desiderata basta modificare l’intensità della luce. Il colore rimane anche quando l’oggetto viene rimosso dalla sorgente luminosa ed il processo è reversibile e replicabile

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