fbpx

    Sono 60 anni leggendari, buon compleanno Bono Vox!

    Fotografia: ansa
    Bono
    Paul David Hewson, in arte Bono Vox voce degli U2, oggi compie 60 anni e festeggia il suo compleanno pubblicando sessanta lettere dedicate agli artisti che con la loro musica lo hanno accompagnato in questo lungo cammino.

    “Queste sono alcune delle canzoni che mi hanno salvato la vita… senza i quali non avrei potuto vivere… che mi hanno portato da lì a qui, da 0 a 60” scrive il leader degli U2 su Instagram nel giorno del suo compleanno.  Lo ha fatto perché “Volevo per ringraziare gli artisti e tutti coloro che hanno contribuito a realizzarli” i suoi 60 anni. Proprio come farebbe un fan, Bono pubblica sul sito degli U2, le lettere scritte agli artisti che con le loro canzoni hanno contribuito a ispirarlo.

    Tra i tanti ci sono Billi Eilish con EverYthing I Wanted, David Bowie con Life on Mars?, i Kraftwerk con Neon Lights, i Daft Punk feat Pharrell con Get Lucky, i Massive Attack con Safe from Harm e Pavarotti e Zucchero con Miserere. Proprio l’amicizia con Luciano Pavarotti, la passione per la musica italiana (“sono cresciuto ascoltando la collezione di dischi di mio padre: La traviata, Tosca, Il barbiere di Siviglia”), e l’amore per il nostro paese l’ha spinto a dedicare una canzone a tutti gli italiani durante la quarantena per l’emergenza coronavirus.

    L’amore per l’Italia nasce tanto tempo fa, il 27 maggio 1987 quando gli U2 sbarcavano a Roma, per l’inizio delle tappe europee del The Joshua Tree Tour. BonoThe EdgeAdam Clayton e Larry Mullen, aveva pubblicato pochi mesi prima (il 9 marzo), The Joshua Tree, l’album della loro consacrazione. Roma fu una data speciale, la prima dopo i concerti negli USA, l’inizio della loro esperienza europea e il pubblico italiano rimase nel cuore della band per l’accoglienza che gli riservarono. Il concerto finì con la mitica 40, brano ispirato dal Salmo 40 della Bibbia, e il pubblico continuo a cantarla per altri venti minuti dopo la fine della sua esecuzione. Brividi…

    Bono è nato a Dublino il 10 maggio 1960, sin da piccolo era un ribelle, tanto da essere soprannominato dalla famiglia ‘Anticristo’. A soli quattordici anni, fu colpito da due lutti importanti, il primo fu il nonno materno, perso durante i festeggiamenti per il cinquantesimo anniversario di matrimonio dei suoi nonni materni. Pochi giorni dopo, proprio al funerale del nonno, il 6 settembre, la madre Iris, colpita da un aneurisma cerebrale viene portata via da Bono in quattro giorni, il 10 settembre. La perdita della madre lo lasciò con un grande vuoto che nella sua carriera ha provato a colmare dedicandole molte canzoni sulla madre, tra le quali ‘I Will Follow’, ‘Tomorrow’, ‘Out of Control’, ‘Lemon’, ‘Mofo’ e ‘Iris (Hold me Close)’.

    Il suo nome d’arte nasce prima della sua carriera artistica, Bono Vox è il soprannome che un amico diede a Paul prendendo spunto da un negozio di apparecchi acustici di Dublino, il Bonavox. La musica arrivò subito dopo, quando nel 1976, convinto dall’amico Reggie Manuel, rispose al volantino di Larry Mullen lasciato su una bacheca della scuola, che cercava persone per formare una band.

    Bono si propose inizialmente come chitarrista, ma c’erano già due chitarre a suonare, quella di Dave Evans (The Edge), e suo fratello Dick. Alla fine rimase solo Edge e si aggiunse il bassista Adam Clayton. Gli U2 erano pronti a fare la storia della musica.

    L’impegno sociale è sempre stato presente in questi anni, quando dal 1985 aderì al progetto Artists United Against Apartheid, con il brano ‘Silver and Gold’ per l’album Sun City, nato per protestare contro la politica dell’apartheid tenuta dal Sudafrica.

    Buon compleanno leggenda!