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    Selene Gandini: Albertazzi, Chaplin e… Ponte Morandi

    Fotografia: Selene Gandini

     

    di Massimiliano Curti

    Attrice, regista e autrice. Quasi una rarità nello spettacolo italiano: Selene Gandini, talento ‘multitasking’, ha dalla sua una gavetta di assoluto rispetto e l’ambizione di poter condividere la sua vena artistica in un mondo che, a cominciare dal cinema, appare ancora troppo ‘sbilanciato’ al maschile.

    Il cinema è sbilanciato su tanti fronti, anche quello maschile, ma trovo che le donne siano state capaci di realizzare grandi progetti – spiega Selene Gandini, apprezzata interprete in tv di fiction di successo come ‘Un posto al sole’, ‘La squadra’, ‘Centovetrine’, ‘Tempesta d’Amore’ e ‘Le Tre Rose di Eva’ – Nel cinema e ancora di più in teatro l’uomo ricopre spesso ruoli più importanti, sia dal punto di vista registico che attoriale, ma l’arte non ha forme di genere e quando si esprime con autenticità, forza e poesia la donna non rimane certo a guardare, ma si sa affermare e creare senza sentirsi vittima del sistema. La mia visione è positiva e la devo ad un uomo, il mio maestro conosciuto a soli 11 anni e con cui ho lavorato fino alla sua scomparsa: il grande Giorgio Albertazzi, che ha sempre valorizzato la donna in ogni suo lavoro. Ho fondato dieci anni fa una compagnia al femminile (attrici, scenografe, costumiste, fotografe, danzatrici, ufficio stampa e molte altre figure legate di volta in volta al progetto) non certo per principi femministi ma per dare voce alla possibilità. Sono molto fortunata di conoscere e di aver lavorato con artiste strepitose e mi accorgo che, giorno dopo giorno, la donna non si sofferma su quello che non ha avuto, ma su quello che potrà costruire“.

    Sul grande schermo, Selene viene ricordata soprattutto nel ruolo di Norma Cossetto in ‘Red Land’ (Rosso Istria), film del 2018 di Maximiliano Hernando Bruno, dove ha lavorato accanto ad una attrice internazionale come Geraldine Chaplin: “Sono cresciuta con i poster di Charlie Chaplin, con i suoi film, con i libri autobiografici e insieme alla casa editrice Minimum Fax abbiamo realizzato uno spettacolo sulle interviste fatte al Grande Maestro. E’ facile immaginare cosa posso avere detto quando ho saputo che avrei lavorato ad un film insieme a sua figlia… Geraldine Chaplin ha lo stesso sguardo del padre, la stessa luce magnetica che ti rapisce e ti incanta. Abbiamo girato alcune scene in luoghi impervi e a temperature difficili da sopportare, ma la signora Chaplin non si è mai lamentata nè ha mai avuto comportamenti da diva, anzi: ricordo che nel bosco, in mezzo al fango e con il freddo, la signora Chaplin durante una pausa pranzo si sedette su una pietra e tirò fuori un panino sorridendo a tutta la troupe… Una meravigliosa Charlot“.

    Selene Gandini, che vanta esperienze lavorative con Dario Fo, Giuseppe Patroni Griffi, Arnoldo Foà, Gigi Proietti, Marco Tullio Giordana, Elisabetta Pozzi, Enrico Brignano e Franco Nero, da genovese doc porta ancora nel cuore la ferita, difficile da rimarginare, della tragedia del Ponte Morandi: “Genova ha pianto i morti, è caduta, ha sanguinato, ma si è rialzata subito, lottando per ricostruire il domani. I genovesi sanno affrontare le difficoltà con grande forza e dignità e lo stanno dimostrando giorno dopo giorno. E’ crollato un ponte, sono crollate delle certezze ma stiamo ricostruendone altre e durante una delle prime manifestazioni ci siamo ritrovati tutti insieme a camminare in silenzio, portando sopra le nostre teste la bandiera di San Giorgio, fieri della nostra Repubblica Marinara“.

    In questi giorni Selene Gandini è a Roma, al Teatro Ghione, con ‘Romeo e Giulietta’, da lei diretto e interpretato da un’attrice 14enne, Agostina Magnosi: “E’ un modo per raccontare i personaggi di questa intramontabile storia secondo la loro vera età. Ci si addentra in un’immaginaria gabbia che costringe i personaggi a vivere e sopravvivere; una prigione per uccelli di diversa specie, che si guardano, si cercano, si combattono, si amano e si uccidono. Sarà lei a parlare ai suoi coetanei, al mondo degli adolescenti, che ancora oggi vive con dolore il fatto di non essere ascoltato, accettato, aiutato, ma si rivolgerà anche al pubblico degli adulti, che dovrebbe sentirsi responsabile della gabbia di cui a volte è artefice. Shakespeare ancora una volta ci da la possibilità di riflettere sui temi universali dell’uomo, del suo sentire e del suo agire. Sono orgogliosa della compagnia che ho formato in questa meravigliosa avventura, tutti attori di altissimo livello, e dopo aver interpretato anch’io Giulietta sono felice di guidare un’altra attrice lungo questo viaggio imprevedibile ed emozionante“.

    Nel suo futuro ci sarà ancora il cinema: “Attualmente sto lavorando ad una sceneggiatura per un progetto francese di cui farò la regia ma non posso ancora dire nulla. Sto anche aspettando delle risposte dalla televisione. Nel frattempo sono molto impegnata in teatro e da anni lavoro al progetto ‘Moving Art’, un insieme di eventi che hanno come scopo quello di mettere in relazioni tutte le arti creando un’opera di condivisione“.