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    Save Me! Howtan Re, il suo Cristo PoPolare

    Fotografia: Raffaele Marino
    howtan re
    L’abbiamo vista in anteprima e siamo rimasti impressionati dalla nuova personale di Howtan Re dal titolo “Save Me!”, a cura di Barbara Martusciello, in mostra dall’11 dicembre fino al 14 febbraio nello splendido scenario dell’Howtan Space a Roma.

    Il mio Cristo è un Profeta contemporaneo, un mistico con i piedi nel qui e ora. E’ attuale, soffre, ama e lotta. Ha bisogno di me, ha bisogno di tutti noi per difendere i diritti fondamentali”.

    Una grande parete-schermo allestita con 14 sculture, 14 teste che raffigurano Cristo come non te lo aspetti, colorato e con i piercing. Una visione che riesce a trasportare l’osservatore in un dialogo personale con la propria visione del Cristo, fino a dire “perché no?”, perché oggi Cristo non potrebbe essere così?

    L’ambientazione della personale di Howtan Re, che ha recentemente venduto alla casa d’aste Casa del Babuino una delle sue più celebri opere, la ‘testa’ di un Cristo rosso sangue, ha carattere spirituale ed etico basato su una concettualità che esprime concordia e pacificazione, con la chiara intenzione di riportare al centro l’umanità. “E’ con l’arte – spiega l’artista – che io riesco ad esprimermi. Da sempre. Non ci sono barriere sociali, economiche, di genere oche l’arte non possa superare”.

    Alla luce del preoccupante scenario politico mondiale, dell’imbarbarimento dell’uomo contemporaneo, del ritorno all’uso delle religioni come motivo di odio e discordia, il gesto di un artista, nato in Persia, formatosi in Europa e negli Stati Uniti, appare ancora più forte. Nelle radici di Howtan Re il Cristo rappresenta il Profeta, e nel suo lavoro ne fa una bandiera del credere che supera pertinenze di esclusività della fede, per diventare simbolo di condivisione e di conciliazione.

    Le sculture di Howtan Re presentano un Cristo che fonde armoniosamente maschile e femminile, una figura umana ma perfetta; ogni Cristo è diverso, ogni Cristo ha una corona di spine e compie il suo estremo atto di sacrificio contro ogni forma di ingiustizia e discriminazione.

    Con questa opera ironica e provocatoria, l’autore propone un’analisi basata sul rapporto tra personale e sociale, tratto irrinunciabile della sua narrazione artistica. Sono 14 le sculture, come le 14 stazioni della Via Crucis che in dialogo con una scritta al neon “Howtan Save Me!”, richiamano al messaggio forte che Howtan Re vuole lanciare, una richiesta di aiuto che può sembrare blasfema, ma per chi riesce a riconoscere il Cristo negli altri, non lo è affatto. Per questo è Cristo a cercare nell’uomo, nel prossimo, negli ultimi, un aiuto. Quest’opera è una riflessione sulla perdita di umanità e spiritualità, laica o religiosa che sia.