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    Sarah Jane Morris, la sua magnifica voce in Italia

     
    Sarah Jane Morris: “L’incontro con Pino Daniele è stato uno dei momenti più alti della mia carriera”

    Toccherà anche l’Italia il tour europeo di Sarah Jane Morris, considerata da oltre trent’anni una delle maggiori interpreti soul, jazz e R&B. La sua magnifica voce dalla potenza emotiva potrà essere ascoltata l’11 luglio alla Casa del Jazz di Roma, poi volerà al prestigioso Festival di Edimburgo, per poi ritornare ad agosto per qualche altra data in giro per la nostra penisola, dove canterà per la prima volta “Sweet Little Mystery. The songs of John Martyn”, il suo nuovo album che vanta la collaborazione di Tony Rémy. I due artisti infatti hanno completamente rivisitato le canzoni più celebri di John Martyn, mantenendone l’originaria fragilità ipnotica grazie alla straordinaria voce di Sarah Jane che non fa rimpiangere l’originale per estensione e intensità, esaltata dagli arrangiamenti e dal groove di Tony Rémy. Ho cantato ‘Don’t Wanna Know’ di John Martyn per 22 anni, da quando lo incisi sul mio album ‘Fallen Angel’ – ci spiega l’artista inglese – La canto sempre come chiusura dei miei concerti perché il testo di “I Don’t Wanna Know ‘Bout Evil” è un messaggio così positivo che voglio che il mio pubblico lo porti a casa con sé. Ho una voce baritonale come John Martyn e volevo prendermi la libertà di far conoscere ad un pubblico diverso le sue canzoni. Penso sia stato un cantautore geniale e “Solid Air” è una delle canzoni più belle che conosca.

    Quale è quindi il suo piccolo dolce mistero?

    Tutti i miei nuovi viaggi musicali sono un dolce piccolo mistero.

    Lei spazia tra il rock, il blues, il soul, il jazz e l’R&B ma quale è il genere che predilige e perché?

    Sono una cantante R&B che si diletta con altri generi. Amo il rock, il blues, il soul e il jazz.

    Rinnega il passato pop con i Communards?

    No, ho passato molto tempo con Jimmy Somerville e siamo ancora molto amici, ci troviamo a cantare insieme ogni anno. LA canzone cantata con loro “Dont leave me this way” mi ha davvero aperto le porte!

    La sua caratteristica principale, oltre all’inconfondibile voce e la sua chioma rossa che resiste al passare del tempo, è l’impegno sociale delle sue canzoni.

    Sono cresciuta raccontando storie di varia umanità attraverso le canzoni. Scrivo la colonna sonora di questi strani tempi. Suppongo di essere una cantautrice dei diritti umani e e sono felice di poter dar voce ai miei fratelli e sorelle di tutto il mondo.

    Quale è Il suo rapporto con l’Italia in cui si appresta a fare un tour estivo?

    Amo l’Italia che sento come una mia seconda casa. Il vostro paese mi ha sempre permesso di sperimentare e cambiare senza essere giudicata, e io lo adoro anche per questo. Ringrazio il cielo per voi italiani.

    Che ricordi ha di Sanremo a cui a partecipato tante volte?

    Mi sono esibita a Sanremo quattro volte e ho amato tantissimo cantare con l’orchestra. Scrivere una canzone con Riccardo Cocciante è stato grandioso, e lui ha una voce incredibile. Mi piace l’idea di celebrare la canzone italiana.

    Quale è l’artista italiano con cui ha collaborato che ricorda piacevolmente e perché?

    Mi è piaciuto molto andare in tour con Danilo Rea perché oltre ad essere un pianista incredibile è anche un bellissimo essere umano. E’ stata una fantastica esperienza anche registrare “Cello Songs” con Enrico Melozzi a Roma, i suoi arrangiamenti sono sublimi. E poi scrivere canzoni con Pino Daniele è stato uno dei momenti più alti della mia carriera. Abbiamo scritto tre canzoni nel suo studio di registrazione e ho passato una settimana con lui. Un grande talento e un grande e generoso amico, la sua perdita è un grande vuoto.