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    Sanremo 2020 serata cover, le pagelle di MAXIM

     
    Italian singer Francesco Gabbani
    Si è conclusa la serata delle cover e dei duetti che ha avuto come protagonisti, oltre che Amadeus e i cantanti, anche Georgina Rodriguez, compagna di Cristiano Ronaldo, presente in sala, e di cui è stata sfruttata ogni singola inquadratura (visto il compenso pagato alla fidanzata pur di avere il calciatore al Festival, pensate a quel bacio dato in diretta quanto è costato a noi poveri contribuenti). E che che dire di Alketa Vejsiu, star della tv albanese, una mitragliatrice di lettere e consonanti. Queste le nostre pagelle.

     

    Michele Zarrillo e Fausto Leali: Deborah

    Un po’ banale la scelta di chiamare a duettare l’interprete originale della canzone, Fausto Leali, che con la voce che si ritrova, ha sovrastato impietosamente Zarrillo.

    Voto 5

     

    Junior Cally e Viito: Vado al massimo

    Divertente l’arrangiamento reggae di questo successo di Vasco Rossi. Junior Cally ha attualizzato il testo scrivendoci alcune barre d’effetto.

    Voto 6,5

     

    Marco Masini e Arisa: Vacanze romane

    Esibizione da pianobar misto karaoke, arrangiamento alquanto tamarrissimo. Un capolavoro completamente distrutto. Forse le aspettative per questi due grandi artisti erano alte ma da uno come Masini e Arisa non ti aspetti una cosa del genere.

    Voto 4

     

    Riki e Ana Mena: L’edera

    Carino l’arrangiamento funky, ma non abbiamo capito la lingua in cui cantava Ana. Bravi comunque a stravolgere l’evergreen di Nilla Pizzi attualizzandolo e portandolo egregiamente ai giorni nostri. Riki poi sembrava Leonardo DiCaprio in Titanic.

    Voto 6.5 

     

    Raphael Gualazzi e Anna Molinari: E se domani

    Una versione di classe, molto sofisticata, da night club super lussuoso. Le due voci splendidamente connesse. Imparate gente: less is more!

    Voto 9

     

    Anastasio e PFM: Spalle al muro

    Ha fatto quello che X Factor gli ha insegnato. Prendere un capolavoro del passato e stravolgerlo con un testo potente. Il plus rispetto alle esibizioni durante la permanenza nel talent è che adesso si può permettere di duettare con la PFM sul palco del Festival.

    Voto 7,5

     

    Levante, Francesca Michielin e Maria Antonietta: Si può dare di più

    Potevano davvero dare di più e fare la differenza ma purtroppo non ci sono riuscite. Ci fosse stata Mariele Ventre a dirigere l’orchestra l’effetto Coro dell’Antoniano sarebbe stato garantito. Un vero peccato!

    Voto 6

     

    Alberto Urso e Ornella Vanoni: La voce del silenzio

    Chi porta Ornella Vanoni sul palco di Sanremo parte dalla sufficienza. E lì purtroppo è rimasto il tenorino di Maria.

    Voto 6

     

    Elodie con Aeham Ahmad: Adesso tu

    Non è un duetto se a cantare sei solo tu. Brava Elodie per carità ma un po’ fuori fuoco.

    Voto 6,5

     

    Rancore, Dardust con La rappresentate di lista: Luce

    Giusto equilibrio tra rappato e melodia. Esecuzione impeccabile, arrangiamento completamento stravolto da quel genio di Dardust. Il pezzo è diventato un’altra cosa ed è un bene quando si sceglie una canzone già in partenza molto bella.

    Voto 7

     

    Lewis Capaldi: Before you go e Someone you loved

    Che giudizio si può dare a questo talentuoso bruttino, di una simpatia travolgente e di una semplicità disarmante?

    Voto 10

     

    Roberto Benigni: il monologo

    Un sermone di una noia mortale. Bello e istruttivo per carità. Per fortuna è durato giusto il tempo di andare al bagno, lavarsi i denti, mettersi il pigiama e continuare a guardare il Festival e la sua leggerezza sdraiati comodamente sul letto.

    Voto 6  

     

    Pinguini Tattici Nucleari: Settanta volte

    Non hanno duettato ma il medley modello villaggio turistico è stato una ventata di energia dopo la noia precedente. Una delle poche cose sensate fatte dagli autori nella scaletta di questa serata interminabile.

    Voto 6

     

    Enrico Nigiotti e Simone Cristicchi: Ti regalerò una rosa

    Come per Zarrillo è un po’ banale duettare con l’interprete originale del brano, ma a differenza del primo caso, le due voci qui erano almeno compatibili.

    Voto 6

     

    Mika: Amore che vieni

    Qualsiasi artista straniero che si sforza di capire e imparare una canzone italiana merita rispetto. Se poi la canzone in questione è un capolavoro di De André allora l’esperimento diventa anche interessante. L’interpretazione in questo caso passa necessariamente in secondo piano.

    Voto 7

     

    Giordana Angi e i Solis String Quartet: La nevicata del ‘56

    Come per Elodie non è un duetto se a cantare sei solo tu. Però cara Giordana se ti misuri con una delle più belle e riconoscibili cantanti che la musica italiana abbia mai avuto, caricando troppo sull’intenzione, la tua interpretazione ne risente e il risultato è deludente.

    Voto 6 

     

    Tiziano Ferro e Massimo Ranieri: Perdere l’amore

    Non capisco perché gli autori del Festival non abbiamo consigliato a Tiziano di cantare con Massimo Ranieri “Perdere l’amore” nella serata delle cover. Quindi ci sentiamo di dare il giudizio solo sull’interpretazione del duetto dell’altra sera, con un Tiziano Ferro davvero emozionato e un Massimo Ranieri in formissima.

    Voto 7

     

    Le Vibrazioni e i Canova: Un’emozione da poco

    Se prendi una qualsiasi canzone leggera e la fai cantare a Francesco Sarcina diventa un pezzo che sembra preso dal repertorio de Le Vibrazioni. In questo caso quindi Giulia o Anna è davvero ininfluente.

    Voto 8

     

    Diodato e Nina Zilli: 24 mila baci

    Finalmente un po’ di sano show su questo palco un po’ troppo egocentrico. Nina Zilli ha rappresentato la classica ciliegina sulla torta. Viva chi azzarda!

    Voto 9

     

    Tosca e Silvia Perez Cruz: Piazza Grande

    La Piazza Grande di Tosca ieri ci ha portato a Siviglia. L’esperimento flamencato ci è sembrato davvero molto riuscito e i professori dell’orchestra hanno giustamente molto gradito l’arrangiamento e le meravigliose voci delle interpreti,  regalando loro la vetta della classifica.

    Voto 7

     

    Rita Pavone e Amedeo Minghi: 1950

    Come per Zarrillo e Cristicchi è un po’ banale duettare con l’interprete originale del brano. Ad essere sinceri fino in fondo però non ci sono affatto dispiaciuti.

    Voto 6,5

     

    Achille Lauro con Annalisa: Gli uomini non cambiano

    Sentire cantare Achille Lauro “Sono stato anche io bambina..” è orgasmo allo stato puro. A differenza di Giordana Angi questa interpretazione del capolavoro di Mimì è stata alquanto delicata e davvero sublime. Annalisa semplicemente perfetta. Bravissimi.

    Voto 10

     

    Bugo e Morgan: Canzone per te

    La cover scelta è indiscutibilmente bella e loro sono già un duetto. Ma quando Morgan canta i capolavori della musica italiana a noi viene l’orticaria e probabilmente ieri anche a Bugo.

    Voto 5

     

    Irene Grandi e Bobo Rondelli: La musica è finita

    Bellissimo omaggio di due fuoriclasse ad Umberto Bindi e Franco Califano.

    Voto 8

     

    Piero Pelù: Cuore matto

    Questo duetto postumo con Little Tony, andato in onda a notte fonda e in versione metal, ha avuto la potenza energetica di settemila caffè.

    Voto 8,5

     

    Paolo Jannacci con Francesco Mandelli e Daniele Moretto: Se me lo dicevi prima

    Alle cose così scontate non si può dare che la sufficienza.

    Voto 6

     

    Elettra Lamborghini con Miss Keta: Non succederà più

    Elettra Mori e Keta Celentano sono state la performance  più divertente di questa interminabile serata.

    Voto 7

     

    Francesco Gabbani: L’Italiano

    Vestito da astronauta Gabbani ha trasformato il Festival ne Il cantante mascherato. Attento Amadeus che Milly non ama essere copiata, la diffida è dietro l’angolo.

    Voto 7

     

    Alketa Vejsiu e Bobby Solo: Una lacrima sul viso

    La canzone che annuncia che finalmente la tua giornata di lavoro è finita merita un 10 e lode.