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    Sanremo 2020 quarta serata, le pagelle di Maxim

     
    E’ finita anche la quarta serata del Festival di Sanremo con il colpo di scena finale: Bugo ha mollato Morgan sul palco durante l’esibizione, facendo di fatto eliminare dalla competizione il loro brano: il motivo? Incompatibilità umana e professionale. Divorzio all’italiana a parte al  fianco di Amadeus questa volta Antonella Clerici, simpaticissima e con look stravaganti come sempre, ma quasi in punta di piedi per non oscurare il padrone di casa. Per la rubrica fidanzate di invece Francesca Sofia Novello. Ecco le nostre pagelle.

     

    Tecla:  8 Marzo

    E’ l’unico caso di collaborazione tra programmi musicali Rai. Un successo che porta la firma di Antonella Clerici e di Lucio Presta che, diversamente dalla sorte toccata ai vincitori di “Ora o mai più” , hanno imposto al Festival la trionfatrice di Sanremo Young. Ed è un miracolo che sia passata battendo i nostri favoriti Eugeni.

    Voto 5

     

    Marco Sentieri: Billy blu

    A metà strada tra il “Signor Tenente” di Giorgio Faletti e il “Sulla porta” di Federico Salvatore. Rappresenta la tassa da pagare al numeroso pubblico napoletano. Ma l’altra Italia evidentemente non ha gradito.

    Voto 4

     

    Fasma: Per sentirmi vivo

    Emozionatissimo. Il pezzo è godibile ma con un uso più morigerato dell’autotune avrebbe sicuramente avuto qualche chance in più.

    Voto 7

     

    Leo Gassmann: Vai bene così

    Un buon pezzo melodico interpretato bene. Si vede che ha continuato a studiare molto dopo essere stato precocemente eliminato da X Factor. Tra lui e lei non c’era proprio partita, il sorpasso è stato davvero facile.

    Voto 7,5

     

    Eugenio in Via di Gioia: Tsunami

    Sanremo non è mai stato gentile con gli artisti al passo con i tempi. E’un Festival che premia la musica leggera, oseremmo dire quella banale e scontata. Loro erano gli unici, tra i giovani, ad avere un sound e un look moderno e per questo sono stati eliminati subito. Purtroppo il loro tsunami questa volta non ha travolto la riviera ligure, almeno non quella di Sanremo. In questo caso il Premio della Critica ha riparato un danno subito.

    Voto 8

     

    Paolo Jannacci: “Voglio parlarti adesso”

    Somiglianza fisica con il padre davvero impressionante. Musicalmente siamo nel range della canzone melodica che piace ad un pubblico adulto. Voto 6

     

    Tiziano Ferro: Medley

    Tiziano lo preferiamo di gran lunga quando canta i suoi grandi successi piuttosto che quando demolisce quelli degli altri.

    Voto 8

     

    Dua Lipa: Don’t start now

    Che gli vuoi dire se non che è bella e molto brava.

    Voto 9

     

    Rancore: Eden

    Queste mitragliate di parole mi hanno ubriacato. Inoltre il gesto dello sparo l’ha già fatto Mahmood in “Barrio”. Inoltre Dardust ha sostituito il famoso battito di mani di Soldi in un banale tatatà. Senza rancore.

    Voto 6,5

     

    Giordana Angi: Come mia madre

    Un brano come tanti altri.

    Voto 6

     

    Francesco Gabbani: Viceversa

    Anche se è uno dei favoriti noi lo preferiamo quando usa l’ironia per farci ballare. Con questa canzone melensa un po’ meno.

    Voto 6

     

    Raphael Gualazzi: Carioca

    Un grande musicista che si mette in gioco con un pezzo fresco e leggero non può che avere la nostra incondizionata stima. Una canzone che diventerà la title track del remake di Shall we dance.

    Voto 8

     

     

    Pinguini Tattici Nucleari: Ringo Starr

    Questo elogio alle retroguardie come cantano queste sardine bergamasche rappresenta esattamente lo stato sociale attuale del Paese. Questo pezzo farà sicuramente tornare a ballare la vecchia ma anche i giovani.

    Voto 7

     

    Anastasio: Rosso di rabbia

    Unendo il rock con il rap ci ha dimostrato, qualora ancora non fosse chiaro, che è un cazzutissimo artista a cui piace sperimentare e farsi contaminare da generi diversi. Rossi di rabbia saranno i suoi colleghi che non hanno ancora capito che è tempo di uscire dai loro ghetti dorati e fashion. Panico, panico!

    Voto 9

     

    Elodie: Andromeda

    Elegante, raffinata, intonata (probabilmente è riuscita finalmente a scaldare bene la voce). Un pezzo che balleremo fino all’estate. Brava

    Voto 9

     

    Riki: Lo sappiamo entrambi

    Solita solfa per teenager talent dipendenti che guardano più all’estetica che al costrutto.

    Voto 6

     

    Fiorello: Quando quando quando

    Fa sorridere anche quando canta. Ed è un bene.

    Voto 7

     

    Ghali:

    Grande perfomance con suspance e ironia. Tutto molto bene.

    Voto 7

     

    Diodato: Fai rumore

    E’ la ballad più bella di questo Sanremo. Una delle canzoni che resisterà al tempo che passa e a ragion veduta. In questo Festival Diodato ha confermato di essere oltre che un bravo autore anche un grande interprete.

    Voto 9

     

    Irene Grandi: Finalmente io

    E’ toccata a lei fare la rocker di questa edizione. Con questo pezzo grintoso che le ha regalato Vasco Rossi ha dimostrato di essere ancora sulla cresta dell’onda.

    Voto 6.5

     

    Achille Lauro: Me ne frego

    L’unico vero momento contro il machismo imperante l’ha fatto questo ragazzo di periferia. Ha centrato in pieno il significato della parola showbiz, ispirandosi ad icone del passato, portando sul palco del Festival look sovversivi e anticonvenzionali. Un po’ come fece la Bertè nel lontano 1986 che si presentò a Sanremo con il pancione. Pezzo paraculo.

    Voto 9

     

    Piero Pelù: Gigante

    Con questo  brano Pierò Pelù ha recuperato un po’ di smalto che aveva perso in questi ultimi anni. La sua battaglia green è servita sia all’uomo che all’artista. Bentornato nonno rock!

    Voto 7.5

     

    Gianna Nannini: Medley

    Quando La Nannini ha intonato Ragazzo dell’Europa la mente è tornata all’ologramma di X Factor, poi per fortuna ha sciorinato alcuni dei suoi più grandi successi, trasformando la sala stampa dell’Ariston in un gioioso karaoke.

    Voto 8

     

    Tosca: Ho amato tutto

    Potente, calda, chirurgica, una splendida voce, un’interpretazione esemplare, ma per me è una canzone più adatta ad un musical che al Festival di Sanremo.

    Voto 7

     

    Michele Zarillo: Nell’estasi e nel fango

    Ridateci il vecchio e malinconico cantante romano, quello delle canzoni d’amori struggenti e strappalacrime. Con stasera sono cinque giorni che ti abbiamo perso. Torna in te.

    Voto 6,5

     

    Junior Cally: No grazie

    Stava rischiando di diventare il martire di questa 70esima edizione del Festival, ma per fortuna la ragione ha vinto sulle proteste oscurantiste dei giorni scorsi. Il pezzo oltre ad essere attuale è antisistema. Molto godibile.

    Voto 8

     

    Le Vibrazioni: Dov’è

    Una delle cose più belle di questa edizione del Festival è la danza sul palco dell’Ariston dell’interprete del linguaggio dei segni durante l’esecuzione della canzone. Un Francesco Sarcina davvero in stato di grazia che ha scritto e interpretato magistralmente una gran bella canzone.

    Voto 8,5

     

    Alberto Urso: Il sole ad est

    Il canto lirico dei tempi andati è un obolo che bisogna necessariamente pagare a Sanremo e a Raiuno. E se abbiamo almeno una alternativa a Il Volo (anche esteticamente) è solo grazie a Maria De Filippi. In ogni caso rappresenta quei tre minuti del Festival che preghi passino velocemente.

    Voto 5

     

    Levante: Tikibonbon

    Testo potente cantata alla sua maniera. Un modo di interpretare oramai riconoscibile ma un po’ troppo simile alle sue altre canzoni. Efficace sul palco dell’Ariston.

    Voto 8

     

    Bugo e Morgan: Sincero

    Sono sincero, era uno deimiei pezzi preferiti. Sonorità eighties che ci riportano all’uso smodato dei synth. Peccato che Morgan oramai sia diventato una macchietta. Solidarietà a Bugo.

    Voto 9

     

    Rita Pavone: Niente (resilienza 74)

    Ad avercela la grinta che ha portato Rita Pavone a Sanremo. Sorprendente in questo pezzo l’energia che sprigiona in ogni nota.

    Voto 7,5

     

    Enrico Nigiotti: Baciamo adesso

    M’ama non m’ama.

    Voto 6

     

    Elettra Lamborghini: Musica (e il resto scompare)

    Ritornello orecchiabile, il vero tormentone di questo Festival, ce la porteremo fino all’estate. Poi passeremo alla versione latina ed arriveremo a Natale twercando come dei pazzi. Applausi.

    Voto 8,5

     

    Marco Masini: “il confronto”

    Abbiamo sviluppato negli anni una allergia a chi urla troppo

    Voto 6