Saldi: servono più potere d’acquisto e meno carico fiscale

 

Iniziano i tanto attesi saldi in tutta Italia dopo Sicilia e Basilicata, che la scorsa settimana hanno aperto in anteprima la stagione estiva degli sconti.

Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni persona spenderà in media 98 euro per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo. La spesa è in linea con quella degli scorsi anni. Saranno 26 milioni le famiglie interessate, ma anche numerosi turisti che raggiungono il Bel Paese per le vacanze che approfitteranno degli sconti per fare shopping tra i negozi soprattutto delle vie della moda del lusso.

Lo sconto medio sarà del 30% fino ad arrivare a punte del 50% alla fine della stagione. “C’è attesa per questi saldi estivi che costituiranno un vero banco di prova per i consumi di moda. La stagione primavera/estate, infatti non è ancora decollata ed i recenti dati diffusi dall’Istat sulla fiducia dei consumatori ci fanno ben sperare in una crescita degli acquisti“, afferma il presidente di Federazione Moda Italia e vice presidente di Confcommercio, Renato Borghi.

Camicie, bermuda, t-shirt e costumi insieme a sandali e sneakers saranno da subito al centro delle attenzioni degli amanti del saldo – secondo Federmodacon colori allegri e vivaci che spaziano dall’azzurro al rosa tenue, dal rosso lampone al fragola, dal fucsia al verde e turchese“.

Durante i saldi, è in aumento il numero di consumatori che indirizza le proprie scelte nei negozi “sotto casa” dove possono spesso contare su rapporti di fiducia e assistenza nell’acquisto. Del resto, secondo un sondaggio Format, gli italiani attribuiscono sempre maggior importanza alla qualità che al prezzo.

Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio ricorda cinque principi di base: la possibilità di cambiare i capi acquistati è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che i prodotti non siano danneggiato o non conforme; non c’è obbligo per il negoziante di consentire la prova dei capi; è invece obbligatorio accettare le carte di credito; i capi in saldo devono avere carattere stagionale o di moda, ma possono appartenere anche a stagioni precedenti; infine il negoziante deve indicare sia il prezzo normale di vendita sia lo sconto sia il prezzo finale.

Il comparto alimentare dà ancora qualche segnale di vitalità, ma per tutti gli altri il 2018 è stato finora un anno di stagnazione: nei primi cinque mesi dell’anno non si è ancora mai registrata una variazione positiva delle vendite non alimentari“. Così Confesercenti commenta i dati Istat sulle vendite di maggio. Per le piccole superfici, continua, “è stata una tragedia: i negozi hanno segnato in maggio il quinto mese consecutivo di contrazione delle vendite, da gennaio hanno perso quasi il 2%, il risultato peggiore dal 2016 ad oggi“.

Nel tentativo di invertire il trend, i saldi estivi che prenderanno il via oggi saranno i più scontati degli ultimi anni: 7 negozi su 10 partiranno con riduzioni del 30-40% sul prezzo di cartellino. Ma al di là del possibile palliativo delle vendite di stagione, per l’associazione, bisogna mettere in campo interventi che puntino sull’aumento del potere d’acquisto dei cittadini e la riduzione del carico fiscale sulle PMI: il binomio decisivo per far ripartire l’economia del Paese.

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