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    Rutger Hauer ora “è tempo di morire”

    Fotografia: Ansa
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    Rutger Hauer, l’attore celebre per l’interpretazione del replicante di Blade Runner, è scomparso a 75 anni dopo una breve malattia. La notizia della morte è stata confermata dal suo agente ad esequie avvenute.

    ”Ho viste cose che voi umani non potreste immaginare. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… e i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser… e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire”. Quando si pensa a ‘Blade Runner’ è questa la frase cult che torna subito alla mente insieme agli occhi di ghiaccio del replicante interpretato da Rutger Hauer.

    Rutger Hauer iLa sua carriera non può essere ridotta a quel ruolo nel film di Ridley Scott accanto ad Harrison Ford, l’attore olandese ha preso parte in decine di film, iniziando il suo percorso artistico nel lontano 1969 con la serie tv ‘Floris’ e altre pellicole come ‘Fiore di carne’ di Paul Verhoeven (1973), uno dei suoi film più famosi.

    L’esplosione si ha dopo ‘Blade Runner’ (1982), trampolino di lancio per altri ruoli importanti come il feroce killer di ‘The Hitcher – La lunga strada della paura’, film del 1985 di Robert Harmon. Vince il Golden Globe per il film tv ‘Fuga da Sobibor’ nel 1988 e l’anno dopo viene premiato come miglior attore al Seattle Film Festival per ‘La leggenda del Santo Bevitore’ di Ermanno Olmi, film che vinse il Leone d’Oro 1988 a Venezia. Negli anni a venire parteciperà a film come ‘Hemoglobin – Creature Dell’Inferno’ (1997) ‘Il Richiamo della Foresta’ (1997), ‘Strategia Mortale’ (1998), ‘Simon Magus’ (1999), ‘Impulsi Mortali’ (2000), ‘I Banchieri di Dio – il Caso Calvi’ (2001) e ‘Confessioni di una Mente Pericolosa’ (2002) dove interpreta con disinvoltura ruoli da intellettuale, cattivo e romantico.

    Negli ultimi dieci anni è stato, nel 2009 Federico Barbarossa in ‘Barbarossa’ di Renzo Martinelli; ne ‘Il villaggio di cartone’ di Ermanno Olmi, interpreta il ruolo di un imponente sagrestano; nel documentario ‘I colori della passione’ di Lech Majewski, adattamento dell’omonimo libro del critico d’arte Michael Francis Gibson, è il pittore Pieter Bruegel il Vecchio; in ‘Dracula 3D’ (2012) di Dario Argento e’ lo spaventoso Van Helsing.

    Nato nel 1944 a Breukelen (Olanda), figlio di due attori, Arend e Teunke, Rutger vive una vita degna di una sceneggiatura davvero interessante. Già a 15 anni si imbarca su un piroscafo mercantile per un anno, seguendo le orme di suo nonno capitano di goletta, tornato a terra si iscrive a una scuola di arte drammatica, dalla quale viene espulso perché più propenso a passare giorni a scrivere poesie nei coffee shop di Amsterdam.

    Entra nella Marina Olandese per una breve esperienza da cui tenta di fuggire cercando di convincere i suoi superiori di avere problemi di salute mentale. Lo mandano in un istituto psichiatrico, dove Rutger resta fino a quando riesce nel suo originario intento di convincere definitivamente i suoi superiori che la Marina può fare a meno di lui.

    Forse non tutti sanno che la sua vena poetica è protagonista della famosa frase di ‘Blade Runner’, fu proprio Rutger a trasformarla su indicazione di Ridley Scott.