Rugby: Dean Budd, un neozelandese in maglia azzurra

    Fotografia: Dean Budd Attaccato da Josua Tuisova delle Fiji. (Roberto Bregani / Fotosportit)

    Conor O’Shea, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha ufficializzato la formazione che, sabato 10 novembre (ore 15, stadio “Franchi” di Firenze – diretta da DMAX, canale 52 del digitale terrestre), sfiderà la Georgia nel primo dei tre Cattolica Test Match 2018 di Novembre.

    Cinque gli atleti in campo reduci dalla sfida di Chicago contro l’Irlanda: Mattia Bellini all’ala, Michele Campagnaro come centro, Tito Tebaldi numero 9, Abraham Steyn in terza linea spostato a numero otto e Luca Sperandio estremo. Dal primo minuto, si rivedranno in campo il capitano delle Zebre Tommaso Castello, che farà coppia con Campagnaro e sull’ala Tommaso Benvenuti. Mediana tutta della Benetton Treviso con Tommaso Allan numero 10 accanto a Tebaldi. In terza linea Jake Polledri e Sebastian Negri affiancheranno Steyn. In prima linea, per sfidare la dura mischia georgiana, O’Shea si affiderà a Simone Ferrari, capitan Leonardo Ghiraldini, in sostituzione dell’indisponibile Sergio Parisse, e Andrea Lovotti. La seconda linea vedrà in campo dall’inizio Alessandro Zanni e Dean Budd.

    Maxim ha incontrato Dean Budd per l’appuntamento settimanale con i protagonisti del rugby.

    Neozelandese originario di Whangerei, classe 1986,  Dean è una seconda linea di 196 cm per 106 kg, in forza alla Benetton Treviso. Ha esordito in azzurro in Scozia – Italia del 10 giugno 2017 (34-13 per i padroni di casa il risultato finale).

    Dean, partiamo dalle tue origini. In Nuova Zelanda avete un programma sportivo scolastico diverso dal nostro e il rugby è sport nazionale. Quali differenze hai notato?

    Iniziamo a fare sport a 5 anni, a scuola. Si praticano pallavolo, basket, cricket, golf, calcio e, ovviamente il rugby. L’attività fisica è una ‘base allargata’ che ti aiuta a formarti fisicamente ed eticamente perché, facendo sport di gruppo, impari a giocare con e per i compagni. Poi, crescendo, ti ‘specializzi’ in una disciplina. In Italia, invece, non mi sembra si faccia molto sport a livello scolastico.”

    Spostiamoci sulla palla ovale. Come cambia il gioco dalla terra degli All Blacks all’Italia?

    “In realtà dovremmo parlare di emisfero sud e nord del pianeta. Noi siamo abituati a giocare in velocità, alla mano. Il gioco europeo, per esempio, è più strutturato come schemi ma anche lento, a volte facilmente leggibile. Ti faccio un esempio. Sabato alle 16, a Wembley, si affronteranno Inghilterra e All Blacks. Sarà uno scontro tra due stili diversi: i padroni di casa cercheranno mischia e touche, gli ospiti prediligeranno un gioco ‘aperto’ e veloce.”

    Hai sognato di indossare la maglia degli All Blacks, immagino.

    Sono sceso in campo con le Nazionali under 18 e 19 del mio Paese. La Nazionale maggiore? Tutti noi rugbisti sogniamo di arrivare al top. Poi, mi sono trasferito in Giappone ma il desiderio di stare ai massimi livelli non mi ha mai abbandonato: lo ho realizzato indossando la maglia azzurra.

    Vero ma il 24 novembre a Roma…

    Hahaha, me li troverò davanti, Sarà strano affrontarli ma sono felice di giocare qui, l’Italia è casa mia.”

    Tolta l’Italia, quali sono le tue tre Nazionali preferite.

    All blacks, ovviamente: sono nato in Nuova Zelanda. Poi, l’Irlanda che mi ha sempre affascinato per la simpatia del suo popolo, per come vivono e festeggiano il rugby. Adesso, poi, giocano in modo molto simile ai neozelandese. Chiudo con le Fiji: sono estrose, hanno fantasia.”

    Il 18 novembre del 2015, ci lasciava Jonah Lomu, il giocatore che ha reinventato il rugby, un tuo connazionale.

    Mi metti in difficoltà. Cosa ti rispondo? Ha fatto cose incredibili, è stato il migliore giocatore di rugby di sempre, ha cambiato il volto di questo sport. Vive nei cuori dei neozelandesi ma è anche un idolo di chiunque pratichi questo sport.”

    Parliamo dei test match, iniziamo dalla pesante sconfitta subita dall’Irlanda (54-7).

    Il risultato non deve ingannare: in quella partita abbiamo fatto cose buone. Abbiamo visto dove abbiamo sbagliato, analizzato errori che possiamo correggere.”

    Una prima occasione per rifarsi sarà sabato contro la Georgia che, tra le altre cose, sembra voglia entrare nel Six.

    Preferisco lasciare ad altri l’ambito politico e rimanere in quello sportivo. Per noi sarà una gara come le altre: vogliamo vincere. Abbiamo visto alcune sfide della Georgia ma la Nazionale è stata rivoluzionata: hanno sostituito staff tecnico e molti giocatori. Non ci resta che aspettare la formazione ufficiale e ‘investigare’ su chi non conosciamo.

     

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