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    Rubini, Galiena, Murino, Montanari: weekend al teatro

    Fotografia: Anna Galiena (ANSA)

    Oggi parliamo di teatro ma, visti in nomi sul palcoscenico in questo weekend, sembra di scrivere di cinema: Anna Galiena, Sergio Rubini, Debora Caprioglio, Caterina Murino, Luigi lo Cascio, Francesco Montanari, Gigio Alberti, Pupi Avati.

    FIRENZE

    Da uno dei più celebri film di Pupi Avati, Gigio Alberti e Filippo Dini con Giovanni Esposito, Valerio Santoro e Gennaro Di Biase, portano in teatro alla Pergola ”Pranzo di Natale”, per la regia di Marcello Cotugno. Un adattamento, firmato da Sergio Pierattini, che dagli anni ’80 trasporta la vicenda nel 2008, anno in cui la crisi economica globale si è abbattuta sull’Europa segnando profondamente la società italiana. Dalle slot al poker texano, è boom di gioco d’azzardo. Ma sul piatto di un pugno di amici questa volta c’è anche il bilancio di una vita. Fino al 7 aprile.

    NAPOLI

    Ancora cinema a teatro con ”Scene da un matrimonio” di Ingmar Bergman, seconda regia italiana per il russo Andrei Konchalovsky dopo la ”Bisbetica domata” di Shakespeare di qualche stagione fa. In scena da questa sera al Mercadante, il non detto di Marianne e Johan, una coppia apparentemente felice, che finisce per esplodere con violenza in seguito alla decisione di lui di abbandonare moglie e figlie per una studentessa. Con Julia Vysotskaya e Federico Vanni. Fino al al 14 aprile.

    ROMA

    Al cinema, per Francois Ozon, erano Catherine Deneuve, Fanny Ardant, Isabelle Huppert, Emmanuelle Béart e Ludivine Sagnier. Oggi, in teatro, sono Anna Galiena, Debora Caprioglio, Caterina Murino e Paola Gassman, dirette da Guglielmo Ferro. Ovvero ‘Otto donne e un mistero’, dalla commedia di Robert Thomas, in cartellone al Quirino Gassman. Un giallo-rosa, per una mano, femminile ma chissà di chi, che segretamente pugnala il padrone di casa Marcel e taglia i fili del telefono. Trasformando un pranzo di famiglia in una prigione di paura. Fino al 14 aprile.

    All’Ambra Jovinelli, Sergio Rubini e Carla Cavalluzzi, forti del grande successo di Delitto/Castigo, si cimentano in una nuova riscrittura di un altro capolavoro della letteratura, l’ultimo grande romanzo gotico Dracula di Bram Stoker. Un viaggio notturno verso l’ignoto, che ci offre l’opportunità di scoperchiare il mostro che si cela in ognuno di noi, mettendoci a confronto con i nostri più profondi e ancestrali misteri. Accanto a Rubini, che cura anche la regia, come già per Dostoevskij c’è LuIgi Lo Cascio e poi Lorenzo Lavia, Roberto Salemi, Geno Diana e Margherita Laterza. Fino al 14 aprile.

    “Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire“. Queste le parole più famose dell’opera “Perché leggere i classici” di Italo Calvino, pubblicata postuma da Mondadori nel 1991. Al Teatro Vittoria, Francesco Montanari fa sue le parole di Calvino e il pathos narrativo, in uno spettacolo che affida alla parola la forza comunicativa, ma che vuole permeare nel ricordo di un uomo e di un’epoca ancora vivi, come vivi sono i grandi classici. Un viaggio attraverso parole, immagini e ricordi, che, con le voci di Francesco Montanari e Gianmarco Saurino, dimostrerà che la cultura non è mai antica o fuori moda, perché porterà sempre con sé il suo messaggio universale. Regia di Davide Sacco. Fino al 7 aprile.

    TORINO

    Menzione d’onore al Copenhagen Stage Festival, Premio United Slapstick a Francoforte e ancora alla Mostra Internacional de Teatro de Santo in Portogallo, Menzione d’onore dall’Associazione dei Teatri Danesi 2018. È lungo l’elenco dei successi de ”La lettera”, spettacolo dal 1992 in scena dalla Groenlandia al Cile, dalla Turchia al Giappone e ora anche al Gobetti. Un piccolo, perfetto ed esilarante meccanismo teatrale, con Paolo Nani che, solo sul palco davanti a un tavolo e una valigia di oggetti, riesce a dar vita a quindici micro-storie, tutte con la medesima trama ma interpretate ogni volta da una persona diversa. Regia Nullo Facchini. Fino al 7 aprile.