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    Rooftop Concert, ovvero il canto del cigno dei Beatles

     
    Era il 30 gennaio del 1969 quando il mondo si preparava a salutare, per l’ultima volta, i favolosi The Beatles. Fu un evento storico e letteralmente sorprendente, dato che l’addio dei Fab4 fu urlato dal tetto della Apple Corps. 

     

    È ormai passato più di mezzo secolo da quel fatidico ed inaspettato giorno.

    L’ultimo live dei Beatles arrivò, a sorpresa, travolgendo e trafiggendo il cuore di milioni di fan in tutto il mondo; stravolgendo e salutando per sempre quel fugace ma intenso pezzo di storia che, quattro ragazzini di Liverpool (ormai baronetti della corona britannica), avevano elevato a incontrollabile universo di libertà.

    Il 30 gennaio del 1969, dunque, i Beatles improvvisarono la loro ultima esibizione insieme in quello che passò alla storia come il Rooftop Concert.

    Il nome non casuale del live deriva dal fatto che i quattro – accompagnati dal tastierista Billy Preston – si esibirono sul tetto dell’edificio che ospitava gli uffici della Apple Corps (l’azienda multimediale da loro stessi fondata), al n°3 di Savile Row.

    In quegli eterni 42 minuti, i Beatles suonarono nove take di cinque loro canzoni. Fino a quando vennero interrotti dalla polizia, chiamata da alcuni residenti infastiditi dal rumore e dalla folla che si era spontaneamente radunata ai piedi dell’edificio.

    Il Rooftop Concert venne ripreso dal regista Michael Lindsay-Hogg, che lo inserì poi nel film documentario Let It Be – Un giorno con i Beatles del 1970.

    L’audio venne registrato, invece, impiegando due banchi mixer a 8 piste, posizionati nella cantina della Apple, dal tecnico Alan Parsons; sì proprio il mitico Parsons dei The Alan Parsons Project.

    L’edificio sul tetto del quale si svolse il Rooftop Concert.

     

    Sul tetto del mondo

    I Beatles iniziarono a suonare, quel mattino, verso le 12:00, facendo fermare numerosi curiosi sotto il palazzo della Apple.

    Prontamente, la notizia del concerto a sorpresa si divulgò, facendo creare una vera e propria folla in delirio per la strada sottostante.

    La polizia, preoccupata per il traffico ed il trambusto venuto a formarsi, decise di fare irruzione nel palazzo.

    Inizialmente gli impiegati della Apple non consentirono all’accesso degli agenti, ma poco dopo si videro costretti a liberare il passaggio, dietro minaccia di arresto.

    Quando i poliziotti in divisa arrivarono al tetto, i Beatles si accorsero che il loro ultimo addio sarebbe finito a breve, ma – coerenti con la loro nota disubbidienza – continuarono a far suonare i loro strumenti e le loro gloriose voci ancora per qualche minuto.

    Il grandissimo Paul McCartney allora, improvvisando sulla sua Get Back, cantò:

    «You’ve been playing on the roof again, and that’s no good, and you know your Mummy doesn’t like that… she gets angry… she’s gonna have you arrested! Get back!»

    (“Siete andati ancora a suonare sul tetto, e questo non è bello, sapete che non fa piacere alla vostra mamma… si arrabbia… vi farà arrestare tutti! Tornate indietro!”

    I Beatles nel loro ultimo concerto sul tetto della Apple Corps.

     

    Il concerto finì al termine di Get Back, con la battuta di John Lennon:

    «I’d like to say thank you on behalf of the group and ourselves and I hope we’ve passed the audition»

    (“Vorrei ringraziare a nome del gruppo e di noi stessi e spero che abbiamo superato l’audizione”)

     

    Così il canto del cigno di uno dei gruppi più grandi della storia della musica mondiale, si innalzò imperioso nei cieli sopra Londra, sopra ogni cosa.

    Sul tetto di un palazzo, sul tetto del mondo.

    Sebbene la loro rivoluzione – come tutta quella magica e necessaria parentesi storica del ’68 – si sia poi infranta contro gli scogli del tempo e della società umana, la loro musica, le loro melodie, le loro parole, per sempre riecheggeranno nei cuori pulsanti affamati di sogni, di verità e d’amore.

    E su questo non ci saranno mai dubbi. Mai.

    Ancora una volta: grazie di tutto, ragazzi.

     

    Guarda il video di Don’t Let Me Down al Rooftop Concert: