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    Rischio udito: nuovi standard volume device e lettori

    Fotografia: Attenzione a volume alto e suoni forti (Shutterstock)

    L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e l’International Telecommunication Union (Itu), hanno stabilito un nuovo standard internazionale per la produzione e l’uso di dispositivi come device e lettori audio, in modo che non comportino rischi per l’udito.

    La decisione è stata presa per tutelare soprattutto la fascia di età  fra i 12 e i 35 anni, un miliardo di giovani che rischiano di perdere l’udito a causa della continua esposizione a suoni, musica e rumori forti o ad alto volume.

    Oltre il 5% della popolazione mondiale – 466 milioni di persone – ha una riduzione dell’udito che incide sulla qualità della vita. Si stima che entro il 2050 oltre 900 milioni di persone, una su 10, avrà una perdita uditiva disabilitante.

    La metà di tutti i casi di ipoacusia può però essere prevenuta attraverso misure di sanità pubblica. Di qui la necessità di dotare i dispositivi di ascolto di caratteristiche che li rendano sicuri. Il nuovo standard Oms-Itu raccomanda che includano: la funzione Sound allowance, un software che tiene traccia del livello e della durata dell’esposizione al suono; un profilo di ascolto individuale basato sulle pratiche di ascolto, che informa l’utente di quanto ha ascoltato in modo sicuro e fornisce spunti di azione basati su tali informazioni; opzioni di limitazione del volume, tra cui la riduzione automatica e il controllo da parte dei genitori. Infine, informazioni generali per gli utenti su pratiche di ascolto sicure

    Lo standard è stato sviluppato da esperti nell’ambito dell’iniziativa dell’Oms ‘Make Listening Safe’ durante un processo durato due anni, basato sulle ultime evidenze e su consultazioni con industria, consumatori e società civile.