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    REVENGE PORN Sarti, Belen e le donne violate dal web

    Fotografia: STOP AL REVENGE PORN (Shutterstock)

    Anni fa, il maestro Franco Zeffirelli, quando gli fu posta una domanda sulla sua sessualità, rispose seccamente che quello che faceva sotto le lenzuola erano affari suoi.

    In medicina si chiama taglia e cauterizza, nella vita quotidiana si traduce in fatevi i c…zi vostri. Perché di questo si tratta, farsi gli affari propri, vivere la vita senza occuparsi di quella degli altri.

    Una volta li chiamavano guardoni, poi il termine diventò voyeur, un elegante francesismo che non cambiava la sostanza. Di elegante nello spiare una coppia che fa sesso, o donne e uomini nudi senza il loro consenso non c’è nulla. Oggi, ai tempi dei social, il fenomeno è degenerato nel revenge porn, la condivisione on-line di video intimi privati senza il consenso di uno dei protagonisti (quasi sempre donne) o addirittura di filmati ripresi a insaputa di uno dei partecipanti.

    Così, quello che inizialmente era un gioco fra amanti diventa umiliazione, gogna pubblica e spesso sfocia in tragedia come accadde a Tiziana Cantone, la trentenne napoletana che si tolse la vita dopo che alcuni suoi video hard erano finiti nel pozzo nero di internet, un buco dal quale, una volta caduto dentro qualcosa, non si può più recuperare, in tutti i sensi.

    Il primo caso di revenge porn è quello di “Forza Chiara da Perugia”, video hot amatoriale fra un maggiorenne e una minorenne ritrosa che, nonostante si fosse agli albori del web, ebbe una diffusione rapidissima. Nonostante nel girato la ragazza spiegasse chiaramente di non voler essere ripresa e le promesse/rassicurazioni del “fidanzato” di vederlo assieme e distruggerlo immediatamente, la ripresa finì nelle grinfie della rete. Una rete che, negli anni, ha stretto le maglie cercando di catturare quanto più possibile dall’intimità altrui. Non si parla di video diffusi col consenso dei protagonisti ma di immagini rubate, a volta con minorenni come nel caso di Belen Rodriguez, protagonista di 22 minuti di sesso con l’ex fidanzato Tobias Blanco, filmati quando la showgirl argentina non aveva compiuto 18 anni.

    Ci sono poi i celebrities sex tape con personaggi famosi. Il primo della serie fu quello di Pamela Anderson, la celebre bagnina di Baywatch, con il marito Tommy Lee, batterista dei Motley Crue. In rete finì anche la collega di serie Gena Lee Nolin per un sex tape girato con il marito Greg Fahlman. Il più celebre di tutti, però, è “1 Night in Paris”, video  hard del 2004 con l’ereditiera Paris Hilton. Tre anni dopo, sul web furono caricate le immagini bollenti di Kim Kardashian, che, in seguito, ammise di essere sotto stupefacenti al momento delle riprese.

    C’è stato, nel 2011, l’hacking di alcuni cloud di donne del mondo dello spettacolo: sul web sono tuttora illegalmente indicati link dai quali scaricare le loro foto intime, accompagnati dalla scritta “buona visione!”. Il caso più famoso è quello del premio Oscar Jennifer Lawrence.

    Veniamo a oggi. Nelle ultime ore, sono diventate virali le immagini private della deputata del Movimento Cinque stelle Giulia Sarti, fotografata e ripresa in momenti di intimità. Non pubblicheremo frame, foto oscurate o sfuocate di questa DONNA così come non lo faremo delle altre DONNE, citate in questo articolo. La vita privata di una persona è sacra e inviolabile.

    Questo articolo è un elenco di violenze, il racconto di donne violate dal web. Se doveste ricevere questo materiale cancellatelo, impeditene la diffusione, non rendetevi complici di un reato né, soprattutto, della sofferenza di un essere umano.

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