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    Pelle: la trap d’autore. La poesia del ‘Riso in Bianco’

     
    In questi mesi di chiusura, c’è una cosa che abbiamo fatto in tanti: ascoltare musica, scoprendone di nuova e sperimentando nella curiosità anche generi a volte meno vicini a noi.

    È così che magari ci siamo ritrovati a confrontarci anche con la trap, scovando ‘chicche’ che ci hanno fatto appassionare e riflettere anche sulle diverse anime di un genere troppo spesso etichettato come ‘superficiale’ ed eccessivamente legato alle mode.

    A differenza di quanto alcuni detrattori del genere sostengono, possiamo affermare con certezza che oggi si può parlare anche di ‘trap d’autore’ e che uno degli esponenti di questo genere è Pelle, al secolo Stefano Pellegrino, una delle più interessanti novità musicali del 2020, giustamente intercettato da un talent scout della portata di Giuliano Saglia, mentore del rap e della trap italiani, e lanciato da Quadraro Basement, etichetta di riferimento dell’underground nostrano.

    Milanese, classe 1994, Pelle ha debuttato a gennaio 2020 con 23:23, ha poi lanciato i due singoli Felice Davvero e Jericoacoara, totalizzando quasi mezzo milione di visualizzazioni complessive attraverso tutti i suoi vari canali.

    Recentemente uscito con un nuovo singolo, Riso in Bianco, quello che colpisce di Pelle è la capacità  rara di giocare con la parola non solo per metterla in rima, bensì per dar vita innanzitutto a un concetto coerente, profondo, dalle tante sfumature, con una forte e indubbia capacità introspettiva.

    Dal suo debutto, battezzato niente meno che da Rolling Stone, a oggi, quella che sta raccontando Stefano Pellegrino è una parabola: dalla disperazione alla rinascita, dal tentato suicidio narrato in 23:23, alla scoperta della gioia nelle piccole cose. Un percorso autobiografico che nelle parole del trapper si fa universale riuscendo a incarnare una dimensione di disperazione borghese, per uscirne con un ritorno alla semplicità.

    Un livello superiore di trap, che strizza l’occhio alla tradizione della parola d’autore, senza trascurare il sound, rendendo ogni brano un momento di intrattenimento e riflessione, posizionandosi come una delle più intriganti realtà musicali del 2020.