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    O’Shea: “Siamo competitivi, ora bisogna vincere”

     

    Quando si parla della Nazionale di rugby, è sfida a ricordare il numero di sconfitte consecutive, sottolineare le debacle e far passare le cose positive per negative, senza considerare che il movimento rugbistico italiano è stato rivoluzionato negli ultimi anni e sono state create due franchigie che ci rappresentano a livello internazionale con ottimi risultati.

    Conor O’Shea, commissario tecnico della Nazionale Italiana di rugby, durante la conferenza di presentazione del 6 Nazioni di Rugby 2019 (ANSA)

    Nei test match autunnali, ad eccezione della sfida con la Nuova Zelanda, l’Italia ha offerto buone prestazioni con Irlanda e Australia, con la quale ha sfiorato la vittoria, e ha battuto la Georgia, che da tempo bussava alla porta del Sei Nazioni per prendere il posto degli azzurri: richiesta rispedita al mittente a suon di mete.

    Nel Sei Nazioni, il quarto d’ora finale con la Scozia e le prestazioni con il Galles e l’Irlanda hanno visto gli azzurri alla pari con alcune tra le più forti squadre al mondo.

    Domani, dopo la sconfitta della scorsa settimana con l’Inghilterra, una tra le favorite alla vittoria del prossimo Mondiale, l’Italia punta a un successo con la Francia nella sfida casalinga all’Olimpico di Roma, ultimo atto del Sei Nazioni 2019.

    Conor O’Shea, allenatore della Nazionale, è venuto a trovarci per raccontare la sua Italia.

    Mister, negli ultimi mesi, l’Italia è cresciuta molto.

    “Lo dimostra la sfida con l’Inghilterra, viziata da errori individuali, ma durante la quale abbiamo fatto tante cose buone. La crescita del gruppo è stata evidente contro Galles e Irlanda: ce la siamo giocata alla pari per buona parte degli incontri. Oggi l’Italia è una squadra competitiva e alle spalle del gruppo principale ci sono dei validissimi giovani, esiste un ricambio generazionale. Quest’anno, purtroppo abbiamo sofferto molti infortuni ma vedrete che con due o tre anni di lavoro si creerà una “filiera” del rugby.  I ragazzi credono nel progetto.”

    Qual è stata la partita migliore dai test match autunnali a oggi?

    “A novembre, contro l’Australia, e nel Sei Nazioni e con Galles e Irlanda. Mantenendoci sul livello agonistico delle ultime due sfide casalinghe faremo sempre meglio.”.

    O’Shea con il trofeo del Sei Nazioni (Credit ©INPHO/Billy Stickland)

    Nel Six avete affrontato Scozia, Galles, e Irlanda tutte Nazionali nella top ten Mondiale. Perché non si dice che l’Italia sta giocando bene e si parla di altro?

    “Molti la pensano come te. Per essere a livello degli altri non c’è una bacchetta magica da agitare, certi obiettivi non si raggiungono per magia. Bisogna guardare avanti, lavorare su quanto fatto di buono e confrontarsi con le squadre più forti per crescere. L’Italia si è trasformata, passando da team senza grandi aspettative a una Nazionale con un progetto e un futuro.”

    Domani arriva la Francia, ultima possibilità per evitare il cucchiaio di legno…

    I transalpini hanno vinto una gara in casa con la Scozia, ora vogliamo farlo noi. I nostri avanti dovranno affrontare una grande sfida; dopo la sconfitta nell’esordio col Galles, i francesi hanno fatto alcuni cambi azzeccati e ci sono giocatori insidiosi come Romain Ntamack, Antoine Dupont, Amian Penaud e Mathieu Bastareaud. I miei sono motivati e poi ci sono alcuni di loro come Parisse, Zanni e Ghiraldini che potrebbero essere alla loro ultima gara in azzurro: un’ulteriore ragione per vincere.

    La Nazionale ha un progetto legato alle franchigie. La validità del tuo lavoro si vede anche nella crescita di Benetton e Zebre nel Pro 14

    “Treviso è cresciuto in modo esponenziale, ora è un top club. Le Zebre hanno patito tanti infortuni che li hanno un po’ rallentati ma raggiungeranno gli stessi risultati. La Nazionale e i club hanno lo stesso obiettivo, lavoriamo assieme per vincere: non ci basta più essere solo competitivi.

    Domani l’occasione per dimostrarlo con i fatti.