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    Nuova stampante 3D usa tecnologia avveniristica

    Fotografia: Sviluppo nuove stampanti 3D (Shutterstock)

    La fantasia supera la realtà ma spesso la anticipa, basti pensare alle tecnologie descritte nel secondo episodio di Ritorno al Futuro, in parte diventate realtà, o ai comunicatori di Star Trek (telefonini) o alla stampante 3d, comparsa per la prima volta in un episodio pubblicato negli anni 80 sulla collana a fumetti Martin Mystère.

    Quest’ultimo strumento ha ora subito un’ulteriore evoluzione. Sulla rivista Science è stato pubblicato il risultato ottenuto dal gruppo di Hayden Taylor dell’università della California di Berkeley. Il replicatore non solo può creare oggetti più flessibili, morbidi e complessi di quelli realizzabili dalle tradizionali stampanti tridimensionali ma può anche rivestire oggetti esistenti con materiali nuovi, aggiungendo ad esempio un manico ad un cacciavite di metallo, e cambiare la progettazione e realizzazione di protesi e lenti di occhiali

    Molte delle stampanti 3D, tra cui quelle basate sull’uso della luce, hanno funzionato finora costruendo gli oggetti strato dopo strato, con una sorta di effetto-scalino lungo i bordi. In questo caso invece si usa un liquido viscoso che reagisce ad una certa soglia di luce, formando un oggetto solido. Si proiettano dei film con immagini luminose (che richiedono dei calcoli complessi per avere la forma esatta e l’intensità giusta) su un cilindro rotante con il liquido, che solidificando dà vita alla forma desiderata in meno di due minuti.

    L’idea di questa stampante è venuta dagli apparecchi delle tac, che proiettano raggi X o altri tipi di radiazioni elettromagnetiche sul corpo da tutti i diversi angoli, che rivelano la geometria dell’oggetto. Il liquido usato è una resina composta da polimeri liquidi mescolati con molecole sensibili alla luce e ossigeno disciolto.