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    Nothing to sell: stop alla mercificazione del corpo

    Fotografia: Elisa Franzoi
    Al Macro Asilo di Roma, dal 3 all’8 settembre, la mostra fotografica partecipata di Elisa Franzoi: dal corpo/merce alla libertà di essere

     

    Il corpo delle donne sfruttato, abusato, usato, venduto e monetizzato; ma anche la riflessione su diritti, stereotipi, genere, identità/dis-identità, queer/transfemminismo, con un approfondimento su meditazione, cura e consapevolezza di ciò che siamo come strumento di ibertà: sono questi i temi al centro di “Nothing to sell – dal corpo/merce alla libertà di essere“, la mostra fotografica di Elisa Franzoi, che il museo di arte contemporanea accoglierà – da oggi – nella sua Project room.

    Il manifesto anti-pubblicitario contro la mercificazione del corpo, che ritrae la schiena nuda dell’artista con la scritta “niente da vendere“, è stato l’inizio di un processo partecipativo di resistenza artistica tutto al femminile.

    Il progetto

    L’idea di “Nothing to sell” nasce nel 2017 con le campagne manifesti anti-pubblicitari svolte in alcune città, in cui l’artista espone la sua schiena nuda in risposta a pubblicità sessiste in cui il corpo nudo delle donne è usato per vendere ogni sorta di prodotto.

    Nel 2018 inizia a fotografare persone di schiena che vogliono sostenere il progetto. In seguito pubblica una open call on line e le fotografie iniziano ad arrivare da tutto il mondo. Alcune persone organizzano autonomamente degli shooting day dove raccolgono a loro volta molto scatti. Schiene la cui posizione non allude a nulla e che non hanno NIENTE DA VENDERE, né il corpo né oggetti.

    L’istallazione fotografica presentata è proprio la raccolta di questo materiale fotografico proveniente da tutto il mondo. Centinaia di foto di schiena, la parte del nostro corpo più neutra, l’unica che non riusciamo a vedere, “quella porzione di noi che potrebbe diventare la porta dell’essere, l’ingresso alla nostra parte interna invisibile che determina la nostra bellezza al di là delle forme“.

    Una visione tutta al femminile

    All’interno della mostra saranno presenti, ogni giorno, numerose ospiti – artiste/attiviste che nel loro lavoro muovono in direzione di riflessioni sul corpo, contro la sua mercificazione e a favore della libertà.