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    Nasa, gas metano su Marte: segnali di vita?

    Fotografia: Ansa
    Mars Surface - NASA's Curiosity rover
    Il rover Cuorisity ha rilevato una grande quantità di gas metano sul pianeta rosso. Fiato sospeso tra gli scienziati, pronti a riprogrammare la priorità della missione

    Segnali di vita su Marte. Lo annuncia il New York Times anticipando che, in una misurazione effettuata, il rover Curiosity della Nasa ha rilevato quantità sorprendenti di gas metano nell’aria marziana, un gas che sulla Terra viene solitamente prodotto da esseri viventi. Un possibile segnale della presenza di microrganismi sul pianeta?

    I dati sono giunti sulla Terra giovedì e gli scienziati che lavorano alla missione ne stanno discutendo con entusiasmo, al punto di rivalutare il programma di lavoro del rover, inviando nuove istruzioni per seguire le letture, concentrandosi meglio ad annusare la scia del metano. La Nasa non ha ancora ufficializzato nulla, in attesa di nuovi risultati, che potrebbero confermare o invalidare la presenza di forme di vita nel sottosuolo che producono tale gas.

    Il metano, se è lì nella sottile aria marziana, è significativo, perché la luce solare e le reazioni chimiche spezzerebbero le molecole entro pochi secondi. Questo significa che qualsiasi metano rilevato ora deve essere stato rilasciato di recente.

    La never ending story del Pianeta Rosso ha sempre affascinato i più curiosi. Dalla possibilità di alieni su Marte, alle fotografie anni ’70 di un paesaggio desolato, all’eventualità per gli scienziati planetari che il pianeta potesse essere più caldo, più umido e più abitabile nella sua giovinezza, circa 4 miliardi di anni fa. Oggi, l’idea che se la vita dovesse mai sorgere su Marte, i suoi discendenti microbici avrebbero potuto migrare nel sottosuolo e lì persistere.

    Sulla Terra, microrganismi chiamati metanogeni proliferano in luoghi dove c’è scarsità di ossigeno, come le rocce in profondità e i tratti digestivi degli animali, e liberano metano come prodotto di scarto. Tuttavia, anche le reazioni geotermiche, prive di attività biologica, possono generare metano. E’ anche possibile che il gas su Marte sia di origine antica, intrappolato all’interno del pianeta per milioni di anni, e che sfugga in maniera intermittente attraverso le fratture del terreno. C’è, non c’è, c’è solo sporadicamente, sono stati – nel corso degli anni – i messaggi arrivati dalle sonde lanciate, in orbita su Marte. Certamente meno abbondante che sulla Terra, la presenza di metano nell’atmosfera marziana è un dato da non sottovalutare assolutamente.

    Gli scienziati hanno riportato le prime rivelazione di metano su Marte nel 2003, usando misurazioni da Mars Express – sonda orbitante dell’ESA – e dai telescopi sulla Terra. Tuttavia queste scoperte erano al limite del potere di rilevamento di questi strumenti e molti ricercatori pensavano che la scoperta fosse solo un miraggio creato dalla lettura di dati errati.

    Quando Curiosity arrivò su Marte nel 2012, cercò il metano e non trovò quasi nulla, o meglio, meno di 1 parte per miliardo nell’atmosfera. Poi, nel 2013, un picco improvviso – 7 parti per miliardo. Recentemente le ultime misurazioni hanno rivelato un picco di 21 parti per miliardo di metano. Il variare della quantità di metano nel tempo ha fatto supporre agli scienziati l’ipotesi che si trattasse di un evento stagionale, dipeso forse dall’innalzamento della temperatura che risveglia i produttori di metano o che libera sacche di gas di natura geologica.

    Il New York Times riporta anche una mail dello scienziato italiano Marco Giuranna, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, responsabile delle misurazioni di metano della missione Mars Express, la navetta europea orbitante attorno al pianeta e ancora operante. Secondo quanto da lui riferito, il dato rilevato da Curiosity è il livello più alto mai ottenuto dalle varie missioni che si sono succedute negli anni. É tuttavia ancora troppo presto per dare una risposta definitiva: «Ci sono molti dati da processare. Avrò dei risultati preliminari entro la prossima settimana», ha scritto lo scienziato italiano nella mail citata dal Times.

    La domanda “c’è metano su Marte?” potrebbe presto trasformarsi in quella “c’è vita su Marte?