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    Nadal schiaccia Thiem e si conferma il Re della terra

    Fotografia: Ansa

    Rafa Nadal è leggenda, dodicesimo Roland Garros in carriera. Borg doppiato e Federer mai stato così vicino

    Alcuni l’avevano dato per sconfitto, sembrava impossibile riuscire in un’impresa del genere: vincere ancora un Roland Garros, proclamarsi ancora il migliore sulla terra rossa. Rafa Nadal, invece, a Parigi vince il suo 12esimo Roland Garros in carriera, il terzo consecutivo. Un record che lo consegna, nuovamente, alla storia del tennis e alla storia dello sport, perchè questo record, affermiamo con profetica presunzione, non verrà euguagliato.

    Borg, altro dio nell’Olimpo del tennis, stabilì il confine tra umano e divino sulla terra battura a 6 vittorie; Nadal l’ha doppiato. Che fosse uno dei tennisti più forti di sempre, comunque, si sapeva; il modo in cui arriva la vittoria, però, lo rende uno dei mogliori sportivi di sempre. Il dannato ginocchio che lo ha costretto a saltare 8 Slam, a ritirarsi da 2 e a mettere  in dubbio il prosieguo della sua carriera, questa volta non ha ceduto quanto lo abbia fatto soffrire, però, si comprende dalle parole in coferenza stampa:

    “All’inizio di questa stagione ho cercato di essere positivo con il mio tennis, ma ho avuto ancora problemi. Come a Indian Wells, a Brisbane, ad Acapulco. Tanti problemi negli ultimi 18 mesi. Di conseguenza per me queste ultime settimane sono state davvero speciali”.

    “Avevo perso un po’ di energia mentale perché avevo avuto troppi infortuni uno dietro l’altro. Montecarlo è stato duro per me, così come l’inizio del torneo di Barcellona: non mi stavo divertendo in campo, ero troppo preoccupato per la mia salute e troppo negativo. Dopo il primo turno a Barcellona sono rimasto un paio d’ore in una stanza da solo a pensare a quello che mi stava succedendo, a cosa dovevo fare. Potevo fermarmi per un po’ e recuperare a livello fisico, oppure potevo cambiare radicalmente la mia mentalità e continuare a giocare le settimane seguenti. Ci ho pensato a lungo, e sono riuscito, lavorando molto, a migliorare ogni piccolo dettaglio che potevo migliorare”

    La mentalità è quella vincente dell’ostinazione di fronte alle difficoltà, del lavoro, del sacrificio, della fatica. Una rivincita (in tutti i sensi) per il tennista spagnolo, un’altra sconfitto in finale, invece, per Thiem.

    Come lo scorso anno, la finale vede lo scontro tra lo spagnolo e il promettente austriaco, protagonista sicuramente nei prossimi anni. Thiem ha retto per 3 ore e un minuto prima d’inchinarsi alla furia spagnolo, che vince per 6-3, 5-7, 6-1, 6-1. Quattro set per stendere al tappeto l’avversario, a Parigi solo due volte è stato costretto ad arrivare fine al quinto: una volta contro Djokovic nel 2013 e la seconda contro Isner nel 2011. Il rovescio si è confermato ancora una volta il marchio di fabbrica del maiorchino, unito alla potenza del servizio e ala straordinaria precisione nelle conclusioni a rete.

    Durante la conferenza stampa poi, i giornalisti rinnovano la domanda su Federer, mai stato così vincino per numero di Slam vinti, a soli due di stanza. Nadal per

    “Sono onesto, non penso più di tanto a dare la caccia agli Slam di Roger, non è un mio obiettivo. Non puoi sentirti frustrato perché il tuo vicino ha una casa più grande della tua o ha la tv più grande o il giardino più grande. Questo non è il modo nel quale io concepisco la mia vita. Io cerco solo di fare del mio meglio. Sono molto fortunato per le cose che ho ricevuto nella mia vita. E se a fine carriera avrò raggiunto gli Slam di Federer sarò contento, se non ce la dovessi fare sarò contento lo stesso”

    Intanto, sempre in conferenza stampa, lo spagnolo ha dichiarato che non parteciperà ad altri tornei sull’erba per prepararsi a Wimbledon: meglio giocare di meno e preservare la forma fisica. Chissà se quest’anno lo spagnolo riuscirà a conquistare la finale e, magari, a regalarsi un’altra soddisfazione.