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    Monet record: mucchi di grano per un mucchio di grana

     

    Il genio impressionista di Claude Monet, si sa, non ha prezzo nell’economia della storia umana. Eppure un prezzo per una sua opera – sebbene da primato – è stato appena battuto all’asta.

     

    Il dipinto di uno dei padri della rivoluzione impressionista – facente parte della celebre serie de I Covoni (Les Meules) – entra di diritto nella top 10 delle cifre più alte mai raggiunte in una vendita all’incanto e rappresenta, tra l’altro, la cifra più grande mai ottenuta da un opera di Claude Monet.

     

    L’asta

    Ben 110.747.000 dollari: è questo l’abnorme numero pronunciato dal banditore prima che il martello battesse e chiudesse i giochi per aggiudicarsi una tela dal valore (quasi, a quanto pare) inestimabile.

    L’asta si è tenuta a New York ed è stata organizzata dalla nota casa d’aste internazionale Sotheby’s, la quale ha deciso di mantenere la consueta discrezionalità sulla privacy del fortunato acquirente non lasciando trapelare informazioni sulla sua identità.

    Sul sito della casa d’aste originaria di Londra si leggono le seguenti parole:

    “L’offerta vincente frantuma il precedente record per la somma più alta mai pagata per un’opera di Monet, a testimonianza del valore duraturo e della popolarità del maestro impressionista francese; l’offerta è anche il record per qualsiasi opera d’arte impressionista”.

    Il quadro in questione è, inoltre, una delle sole quattro opere della celebre serie de I Covoni di Monet che verranno messe in vendita in questo secolo, nonché una delle otto ancora oggi appartenenti a collezioni private.

     

    Un mucchio di fieno in un mucchio di fieno

    Il dipinto – che prende il nome di Covoni (Meules) – è datato 1891 e fa parte di una serie di venticinque tele (W1266-1290, secondo la numerazione di Wildenstein) iniziate dopo il raccolto di fine estate del 1890 e concluse l’anno successivo.

    I soggetti principali – come si può evincere dal nome delle opere – sono, appunto, i cosiddetti covoni di grano, ossia dei giganteschi ammassi di fieno dalla forma conica tipici della campagna francese e contemplati da Monet in un campo vicino alla sua meravigliosa e famosissima residenza a Giverny, in Normandia.

    La peculiarità principale di questa serie risiede proprio nel fatto che i soggetti rimangono invariati ed è, piuttosto, il contrasto dei giochi di luce che scaturisce dalle diverse condizioni meteorologiche, dalla prospettiva dell’artista e dal semplice passare del tempo, il punto nevralgico della rappresentazione in serie di questi mucchi di fieno.

    Così facendo, nel pieno rispetto dell’ideale impressionista, l’attenzione dello spettatore non si pone sui soggetti ma, al contrario, va a concentrarsi istintivamente sulle variazioni di luce e sulle linee di pittura, favorendo appunto quella nota “Impression” che vive alla base di tutto il movimento artistico di fine ‘800.

    In realtà questi soggetti così tipicamente rurali non compaiono la prima volta nella serie sopracitata, ma rappresentano una continuazione, da parte di Monet, di una lunga tradizione di raffigurazione della campagna francese sulla linea dei predecessori Jean-François Millet e Camille Pissarro. Lo stesso Monet, infatti, aveva già inserito i mucchi di grano in altre sue opere. Tuttavia la centralità dei soggetti in questa serie, come si è detto, dona loro quel grandissimo valore che, ancora oggi (giustamente), posseggono.

    Come molti altri soggetti della composizione “en plein air“, tipica degli impressionisti, i covoni godono di un forte simbolismo, attraverso il quale la rappresentazione in sé si supera e si eleva a metafora (metonimia per la precisione) di un realismo rurale e degli effetti del tempo sulla natura tutta.

    Tutti questi elementi fanno pensare alla serie de Les Meules come la prima effettivamente pensata e progettata in quanto tale dal pittore francese.

     

    La tela venduta

    Il quadro appena battuto all’asta da Sotheby’s è un olio su tela dalle dimensioni non troppo grandi (73 x 92 cm) e si distingue dagli altri della medesima serie per i colori più vivaci e caldi di un tramonto infuocato, ma anche per la particolare prospettiva in cui risulta, in primo piano, un mucchio di fieno raffigurato parzialmente, mentre gli altri si susseguono in linea perdendosi in un punto di fuga che si concilia con un orizzonte vagamente alberato.

    La stessa casa d’aste britannica si è espressa sulla qualità e sulle caratteristiche dell’opera:

    “La prospettiva unica, la composizione dinamica e la vibrante tavolozza dei colori mettono a nudo ‘Meules’, anche in una serie celebrata come Haystacks. […] Linee diagonali forti (una dal punto di vista rivolto a destra, l’altra dai fasci di luce del sole inclinati) si incontrano al centro del lavoro, fondendo gli strati di elaborate pennellate e guidando lo sguardo dello spettatore attraverso la tela. Il risultato è un paesaggio accattivante che emana un senso di profonda armonia e benessere”.

    Claude Monet ed i suoi record

    Quindici di questi venticinque dipinti sono stati presentati al pubblico per la prima volta, in una mostra organizzata dalla galleria di Parigi Paul Durand-Ruel, dal 5 al 20 maggio 1891, riscuotendo subito un enorme successo di critica e di vendita.

    A comprare nove delle quindici opere esposte (tra i quali il Covoni in questione) fu la coppia composta da Bertha Honoré Palmer ed il magnate Potter Palmer: tra i più grandi proprietari terrieri di Chicago del tempo. La tela si tramandò ai discendenti della famiglia, fino al 1986, anno in cui fu acquistata da un compratore anonimo e finì in una collezione privata per la cifra di 2.530.000 dollari.

    Oltre agli otto quadri della serie – che fanno parte di collezioni private – gli altri diciassette sono sparsi nei musei di tutto il mondo.

    Un altro dipinto della serie era già stato venduto a novembre, da Christie’s, per 81.400.000 dollari; mentre l’ultimo primato raggiunto per un dipinto di Monet risale al maggio 2008, quando – sempre da Christie’s – le “Ninfee in fiore” furono battute per la somma di 84.600.000 dollari.

     

    Quindi, se anche voi amate l’impressionismo ed il suo più grande e geniale esponente, vi toccherà aspettare la prossima asta. Nel frattempo, magari, mettete qualche milioncino da parte.