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    Moda senza tempo per sopravvivere alla crisi

    Fotografia: Ansa
    Lo hanno detto Giorgio Armani e Dries Van Noten per primi, ne hanno bisogno i designer emergenti per affrontare il difficile momento, ma è anche un consiglio di stile per ritrovare sicurezza e salvaguardare il portafoglio. È il momento della moda evergreen.
    Può sembrare un controsenso, ma la moda senza tempo, non connessa agli effimeri trend stagionali sta tornando in auge. Ma di cosa si tratta quando parliamo di evergreen, moda atemporale, seasonless?
    Sembrano tutti sinonimi, ma non lo sono ed è importante capire quanto questi concetti possano essere utili nell’immediato post-pandemia.
    La moda evergreen, sempre verde come certi arbusti che resistono a tutte le intemperie stagionali, non diventa mai obsoleta. È fatta di capi prevalentemente classici o fortemente iconici, come la bag 2.55 Chanel (o quasi tutto il mondo pensato da Mademoiselle Coco a dire il vero), le giacche impeccabili di Re Giorgio o anche il 5 tasche della Levi’s. Vanno bene sempre e sono oggetti su cui vale la pena investire perché manterranno inalterati il loro appeal.
    La moda atemporale, come dice la parola stessa, non è pensata per durare una sola stagione, ma è progettata con criteri di qualità che la rendono duratura nel tempo, con linee classiche o minimali che ne fanno un passe-partout indispensabile per ogni guardaroba.
    C’è poi il seasonless, ovvero collezioni che non seguono la stagione, ma sono piuttosto fatte di capi mid-season e tessuti che possono andare bene sia con il caldo che con il freddo, purché non estremi.
    Ecco dunque che in un momento travagliato e incerto come questo, con il mondo messo sottosopra da un minuscolo esserino coronato, il desiderio di certezza che questo genere di approccio alla moda e al consumo può darci ha innegabili vantaggi.
    I capi icona saranno alleati del nostro stile, così come un tocco minimal o classico ci offriranno la sicurezza di aver acquistato qualcosa di valore, reale e tangibile, che ci accompagnerà nel futuro in modo rassicurante.
    Ma è soprattutto un processo di design seasonless quello che può davvero far sopravvivere gli stilisti emergenti, le manifatture artigianali e persino i brand del lusso che in questo concetto possono ritrovare la loro vera essenza agli antipodi del fast-fashion.
    Per rivedere i trend mordi e fuggi, gli eccessi iperbolici forse dovremo attendere qualche anno, ma torneranno anche loro e non vediamo in realtà l’ora di un nuovo ricco (ma sostenibile) New Look, perché avrebbe tanto il sapore di vera ricostruzione.