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    Moda e sostenibilità, la verità su ciò che indossiamo

     
    Moda
    “The Fashion Experience” a Milano punta i riflettori su cosa c’è dietro la realizzazione dei capi, dalla sostenibilità alla politica del lavoro

    Il 21 giugno è stata inaugurata a Milano “The Fashion Experience- la verità su quello che indossiamo” promossa da Mani Tese, organizzazione non governativa e non lucrativa di utilità sociale. L’installazione è visitabile gratuitamente in Piazza XXIV Maggio fino al 30 giugno.

    Il mondo del consumo sta cambiando, consumatori e produttori non possono più sottrarsi alle politiche ecosostenibili. Il mondo della moda ha avviato un processo per adattarsi alle innovazioni tecnologiche e per ridurre il proprio enorme impatto ambientale.

    Gli stessi consumatori, come rivela uno studio di Ipsos MORI per conto di Changing Markets Foundation e Campagna Abiti Puliti, il quale ha evidenziato che solo due italiani su dieci (22%) ritengono che l’industria informi adeguatamente i consumatori riguardo all’impatto produttivo sull’ambiente e sulla popolazione e otto su dieci (82%) ritengono che i marchi debbano fornire informazioni sugli obblighi assunti e le misure adottate per ridurre l’inquinamento.

    Lo scopo dell’iniziativa di Mani Tese è proprio quello di svelare tutti i processi, i costi e l’impatto ambientale che ci sono dietro la produzione di abiti. Per esempio, per produrre un singolo paio di jeans, sono necessari 3.800 litri d’acqua, 12 metri quadri di terreno e 18,3 Kw/h di energia elettrica, a fronte di un’emissione di 33,4 kg di CO2 equivalente durante l’intero ciclo di vita del prodotto. Ogni anno, i jeans prodotti sono circa 3 miliardi in tutto il mondo.

    L’installazione è composta di tre grandi padiglioni circolari, ognuno dei quali è dedicato alla sensibilizzazione di un tema. Il primo è dedicato all’impatto ambientale della filiera tessile, con la possibilità – per i visitatori – di sperimentare le conseguenze delle loro scelte di acquisto; il secondo si concentra sulle problematiche sociali e sullo sfruttamento del lavoro minorile. Nella terza cupola i visitatori potranno mettere a confronto due prodotti, un cappellino e un paio di sneaker, nei loro processi di realizzazione, dai campi di cotone al negozio: uno è stato realizzato con un occhio alla sostenibilità, l’altro no. I visitatori potranno presentare delle proposte ai diversi brand.

    “Il tema della sostenibilità e dell’economia circolare è sempre più centrale nel settore della moda, sia per una maggiore attenzione dei produttori che per una accresciuta consapevolezza da parte dei consumatori – ha dichiarato l’Ass. Cristina Tajani – THE FASHION EXPERIENCE è un’installazione aperta a tutti e a tutte, innovativa sia nei contenuti che nelle modalità di fruizione, che si inserisce in un progetto di promozione di modelli di business sostenibile di cui il Comune è partner, e che abbiamo ospitato con grande entusiasmo”.