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    Mine Vaganti di Özpetek sbarca a teatro

    Fotografia: Ansa Foto
    Lo spettacolo, tratto dall’omonimo film, in scena all’Ambra Jovinelli, dietro la regia dello stesso Özpetek 

     

    Il cinema, il teatro di prosa, la lirica, la scrittura sono tutte attività creative molto vicine”, spiega il regista Ferzan Özpetek, portando in scena la trasposizione teatrale del suo film di successo del 2010 “Mine Vaganti” (2 David di Donatello, 5 Nastri d’argento, 4 Globi d’oro, Premio speciale della giuria al Tribeca di New York), fino all’1 marzo al Ambra Jovinelli di Roma.

    Lo spettacolo – prodotto da Nuovo teatro di Marco Balsamo con Fondazione Teatro della Toscana – segna la prima regia teatrale in prosa di Ferzan ed è già sold out da 2 mesi. “La risposta del pubblico, che viene coinvolto nello spettacolo, con la platea trasformata nella piazza della città dove vivono gli undici personaggi, ci sta emozionando” – spiega Özpetek. “Portando a teatro un film che ha avuto un tale successo e personaggi così amati ci siamo presi un rischio, ma in tanti dicono che è meglio del film”, conclude.

    Se il cast del film era sensazionale – ricordiamo il compianto Ennio Fantaschini nel ruolo del capofamiglia e Alessandro Preziosi con Riccardo Scamarcio nel ruolo dei due figli – non è  da meno quello degli 11 attori da palcoscenico. Da Francesco Portofino nei panni del Signor Cantone, a Paola Minaccioni nel ruolo di sua moglie; dai due figli Tommaso e Antonio – interpretati rispettivamente da Arturo Muselli e Giorgio Marchesi – a Carolina Vertova, la nonna. In scena anche i giovani Roberta Astuti, Sarah Falanga, Mimma Lovoi, Francesco Maggi, Luca Pantini, Edoardo Purgatori.

    Mine Vaganti a teatro è una scommessa. Se per lo spettatore è facile riconoscere la trama della pellicola cinematografica, per il regista non è stato altrettanto facile apportare modifiche per un giusto adattamento teatrale. “Ho dovuto lavorare per sottrazioni, lasciando quell’essenziale intrigante, attraente, umoristico. Ho tralasciato circostanze che mi piacevano tanto, ma quello che il cinema mostra, il teatro nasconde, e così ho sacrificato scene e ne ho inventate altre, anche per dare nuova linfa all’allestimento”. Parola di Ferzan Özpetek.

    Cambia l’ambientazione, non più Lecce ma la piccola cittadina di Gragnano. Riamane salda invece la famiglia Cantone, rispettabile e alto borghese, proprietaria di un pastificio. I secolari valori culturali, di famiglia benestante del Sud Italia, vengono minacciati dal coming-out dei due figli, uno scandalo per tutta la comunità locale.

    Una commedia corale, dal ritmo continuo – non si ferma neanche durante i cambi scena grazie a giochi di luce e movimenti dei tendaggi. Grande novità è l’abbattimento della  quarta parete: gli attori recitano in mezzo alla platea, la Piazza di Gragnano, rendendo il pubblico stesso protagonista della scena. “A teatro non ci si dovrebbe mai annoiare”, confessa Özpetek, che parte proprio da tutto questo per evitare uno spettacolo lento.