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    Milano Digital Fashion Week

    Fotografia: Ansa

    “Milano è la moda, la moda è Milano“. Si è conclusa da pochi giorni la prima edizione della Milano Digital Fashion Week, dal 14 al 17 luglio, che è seguita a quelle di Parigi e Londra. Presentate le collezioni uomo primavera/estate 2021 e le precollezioni uomo e donna primavera/estate 2021.

    Nonostante il periodo storico, la necessità di un distanziamento sociale e la difficoltà di viaggiare e quindi il conseguente riadattarsi ad un modus operandi nuovo, i brand hanno presentato le loro collezioni lasciando il segno e lanciando un messaggio. Chi credeva sarebbe stato solo un momento malinconico, si sbagliava! Le Maison sono state in grado di emozionare, stupire, insegnare. Lo hanno fatto attraverso fashion film d’autore, avatar, piattaforme virtual dedicate, dirette instagram e video youtube. Sicuramente se questo sarà il futuro delle Fashion Week qualcosa dovrà cambiare perchè il senso di stupore della “prima volta” dovrà poi essere sostituito con attenzione e maestria per non creare un senso di straniamento.

    Msgm apre la quattro giornate, con una clip video “Non so dove, ma insieme”, che parla di un amore giovane,dolce e libero grazie alla regia di Luca Finotti.

    Prada ha presentato  “The Show That Never Happened”, che consiste in cinque diverse interpretazioni della collezione di Miuccia Prada. I 5 punti di vista sono quelli di :Willy Vanderperre, Juergen Teller, Joanna Piotrowska, Martine Syms e Terence Nance.

    La sfilata di Versace è proiettata con un’anteprima della nuova hit del rapper britannico AJ Tracey che si esibisce mentre davanti a lui si alternavano e sfilano, su modelli danzanti, i capi della Flash Collection, disponibile nelle boutique gia ad agosto.

    Etro e Dolce e Gabbana sfilano dal vivo nel rispetto delle regole del distanziamento.

    Sunnei, gioca con degli avatar che ballano sulle note della Macarena. Loris Messina e Simone Rizzo, fashion director del brand, presentano cosi Canvas, collezione che consente di personalizzare gli abiti in una serie di negozi esclusivi, selezionati in tutto il mondo.

    «Abbiamo rovesciato il budello. Ho tirato fuori le interiora della moda. Non so cosa succederà. Si tratta di un’operazione, in cui i ruoli, ancora una volta, si ribaltano. Le distanze si accorciano. L’atto creativo diventa prassi espositiva». Così Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, conclude con Epilogo, la collezione indossata dagli assistenti dell’ufficio stile, la sua operazione di narrazione e interrogazione sul mondo della moda iniziata durante la Fashion Week di febbraio. Con una diretta di 12 ore, , lascia sbirciare tutti i passaggi della costruzione di una produzione per una campagna pubblicitaria.