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    Melanie F, l’angelo e l’amore. Pensando a Jim Morrison

    Fotografia: melanie francesca, in arte melanie f, e il suo caso letterario (©Mark Plastinin)

    Scrittrice, artista, personaggio televisivo e cittadina del mondo (vive fra Dubai e Lugano)  Melanie Francesca, in arte Melanie F  è tutto questo e ben oltre, come dimostra nel suo ultimo romanzo  L’angelo, (Cairo Editore), che dopo L’Occidentale ( 2017) e La donna perfetta ( 2018) cambia registro, passando dal racconto brillante di una donna schiava e regina negli emirati arabi ad una storia più intima, che indaga sulla natura dei sentimenti  e su quelle ferite che ci segnano e determinano le nostre scelte. Una storia di carne e spirito, sensualità e ascetismo, passione e contemplazione, in cui gli opposti non solo si attraggono, ma arrivano a fondersi. Un romanzo magico che narra di una storia d’amore fra la giovane Dixi e un angelo.

    Un angelo che s’innamora di una ragazza che invece non si ama…

    Dixi è una ragazza molto bella che appartiene all’alta borghesia francese ma che si lascia andare. Ha tante ferite dentro di sé e non si ama. Trova pace solo quando si reca a Père Lachaise, il cimitero monumentale di Parigi, a sedersi sulla tomba di Jim Morrison e confidandosi con lui. Lì l’angelo, che in realtà è lo spirito di un nobile del 700, si innamora di lei. La segue ovunque, le parla continuamente, le rivela i segreti della vita e dell’esistenza, però Dixi non lo sente. Avverte la presenza dello spirito solo quando la sua materialità si eleverà uscendo dalla dimensione fisica, verso un livello energetico che vibra di più verso l’amore.

    E come fa ad elevarsi?

    Ci sono due vie, il dolore e la bellezza. Il dolore brucia ciò che c’è di pesante nella nostra anima e consente di elevarci, la bellezza ci stupisce per un quadro, un tramonto, il sorriso di un bambino e ci rende più leggeri. Dixi le percorre entrambe, perché si perde nel sesso sfrenato, nelle droghe, nelle cattive compagnie per non soffermarsi sul suo dolore, fino a quando sarà costretta a concentrarsi sulle sue ferite. La sua sensibilità all’arte, alla bellezza, la eleva, la rende leggera e le fa sentire la voce dell’angelo.

    Ciascuno di noi nasce con una ferita?

    Ciascuno di noi ha una ferita e porta in sé un trauma. Dixi è stata tradita ma non da un compagno, dalle figure a lei più care nell’infanzia. Nel mio romanzo il tradimento è qualcosa di più profondo di quello tra coniugi. Dixi racconta la nostra ferita, quella che dobbiamo osservare per arrivare alla liberazione. Mutando noi stessi, cambiamo anche quello che ci circonda.

    Quindi lei ci indica la sofferenza come una direzione da prendere, non da fuggire…

    Occorre abbracciare la sofferenza perché ci dice un sacco di cose. Occorre farla diventare amica, non scappare con antidepressivi o esperienze adrenaliniche, ma restare vigili su di essa. La contemplazione della tua stessa sofferenza, come se fossi uno spettatore esterno, ci permette di vedere dove si annida nel corpo, identificandola prima che diventi magari una malattia psicofisica.

    L’angelo nel romanzo dice che l’amore tutto illumina..

    L’amore serve a far perdere consistenza alla materia, attraverso l’amore i muri tra i mondi cadono. E’ solo con il cuore che si può ascoltare uno spirito, che si risolve il mistero, l’enigma, e che si rivela. Però questo romanzo non è una semplice storia d’amore, è un libro che può aprire le porte della comprensione.

    Ogni capitolo è annunciato da una citazione di Jim Morrison.

    L’ho sempre amato fin da bambina. Lui era una grande esoterista, nonostante l’immagine da rockstar devastata…. Scriveva dei pensieri profondi, pieni di spiritualità che ben si adattavano ad aprire i capitoli dell’Angelo e a fare, della sua tomba, il luogo dove Dixi trova serenità e dove l’angelo si innamora di lei. Insomma come scriveva Jim: Liberate l’amore o liberatevene per sempre.